Reddito fisso: continuiamo a raccomandare un orientamento di sovrappeso sulla duration nei mercati sviluppati, privilegiando tuttavia la duration dell’Eurozona e del Regno Unito. Dario Messi, Head of Fixed Income Analyst e Afonso Borges, Fixed Income Research, Julius Baer

Riteniamo che questi mercati dovrebbero registrare una performance superiore alla media, grazie al rallentamento della crescita che riduce la probabilità di un aumento sostenuto dell’inflazione e di politiche restrittive.
Con la BCE che quasi certamente aumenterà i tassi giovedì, questo potrebbe sembrare un momento poco opportuno per sostenere una preferenza per la duration in Europa.
Tuttavia, riteniamo che gli investitori dovrebbero guardare oltre i percorsi di politica monetaria a breve termine (che sono già stati scontati dai mercati) e concentrarsi invece sull’equilibrio dei rischi a medio termine. In quest’ottica, riteniamo fondamentale considerare il momentum di crescita relativa delle diverse regioni: abbiamo assistito a una serie di sorprese positive sui dati negli Stati Uniti e, al contrario, a sorprese negative nell’Eurozona.
Questa divergenza è rilevante, perché se i dati economici dell’Eurozona dovessero prolungare il loro momentum di crescita negativo, sarebbe difficile immaginare che l’inflazione core si allontani dall’obiettivo del 2%. In tale scenario, la BCE potrebbe dover invertire i propri aumenti in un futuro non troppo lontano, il che favorirebbe un calo dei rendimenti dei titoli di Stato nell’Eurozona.
Passando al Regno Unito, abbiamo già iniziato a osservare questa dinamica, poiché i mercati monetari hanno eliminato quasi due aumenti dai forward di settembre rispetto a quanto era stato scontato in precedenza durante la guerra in Iran.
Come abbiamo discusso, il contesto fondamentale dell’economia britannica era già debole prima dell’inizio della guerra, il che dovrebbe impedire alla BoE di mantenere a lungo una politica restrittiva. Passando all’altra sponda dell’Atlantico, non riteniamo che i dati migliori del previsto, compreso il rapporto sull’occupazione della scorsa settimana, siano sufficienti a confermare le aspettative del mercato riguardo ad un inasprimento da parte della Federal Reserve.
Di conseguenza, riteniamo che vi sia ancora spazio per un ulteriore calo dei rendimenti statunitensi. Tuttavia, siamo consapevoli che il contesto economico statunitense, relativamente più favorevole grazie al super-ciclo degli investimenti in infrastrutture per l’intelligenza artificiale, comporta un margine di ribasso dei rendimenti statunitensi inferiore rispetto a quello europeo.

