I commenti di Payden & Rygel Italia, PIMCO e Generali Investments

Antonella Manganelli, AD di Payden & Rygel Italia, commenta: “La BCE ha alzato i tassi di deposito al 2,25%, decisione ampiamente anticipata nell’ultimo mese e già completamente scontata dai mercati. La reazione sui listini è stata contenuta: i tassi hanno registrato un modesto rally sui governativi, rimasto però limitato, anche alla luce del calo già visto nelle settimane precedenti all’annuncio.

Sul fronte valutario, l’euro si avvicina alla soglia di 1,15 rispetto al dollaro, un livello tecnico rilevante, con il mercato che sembrava aver scontato un messaggio potenzialmente più aggressivo da parte di Francoforte. La dichiarazione da parte della presidente Lagarde ha invece offerto poco di nuovo: nessun impegno su ulteriori rialzi, un approccio ribadito come “dipendente dai dati” e l’incertezza legata al Medio Oriente come variabile dominante.
Le previsioni aggiornate dipingono un quadro stagflazionistico, con l’inflazione rivista al rialzo al 3,0%, il dato core al 2,5% e la crescita leggermente al ribasso. Lo scenario per l’Europa resta difficile: prezzi ancora alti e attività in rallentamento. Il vero dibattito riguarda le prossime mosse della banca centrale. I nostri economisti ritengono che questo rappresenti l’ultimo rialzo del 2026, mentre i mercati continuano a prezzare un ulteriore aumento entro settembre e un terzo nei primi mesi del 2027.
Molto dipenderà dall’evoluzione dei prezzi dell’energia: finché questi resteranno elevati, ma senza raggiungere livelli tali da compromettere la crescita e innescare una recessione, ulteriori strette monetarie rimarranno uno scenario plausibile. Non si può escludere, tuttavia, che una distensione in Medio Oriente porti a un marcato calo dei prezzi energetici nel corso dell’estate, consentendo ai tassi di stabilizzarsi al 2,25%. Riteniamo però che i mercati difficilmente incorporeranno questa ipotesi prima di segnali concreti di una risoluzione del conflitto; fino ad allora, è probabile che continuino a scontare almeno altri due rialzi.

Konstantin Veit, Portfolio Manager di PIMCO, aggiunge: “Non consideriamo questa mossa come l’inizio di una campagna aggressiva di rialzo dei tassi, bensì come un modesto adeguamento volto a gestire le aspettative dei mercati. Allo stato attuale, non prevediamo che la BCE proceda ad aumenti dei tassi superiori a quelli già scontati dai mercati finanziari. Un ulteriore rialzo porterebbe il tasso di riferimento della BCE al limite superiore dell’intervallo delle sue stime sul tasso neutrale (1,75% – 2,5%), una mossa volta principalmente a influenzare le aspettative sui prezzi di vendita e sull’inflazione.
Più a lungo perdureranno le disruption legate alla guerra, più l’attenzione si sposterà su una traiettoria della crescita sempre più debole. Il PIL dell’area euro nel primo trimestre è stato inferiore alle attese e i recenti indici PMI lasciano presagire un’ulteriore lieve contrazione nel secondo trimestre. A differenza del 2022, lo shock negativo dal lato dell’offerta non è amplificato da uno shock positivo dal lato della domanda, il che riduce la necessità di un ciclo prolungato di rialzi dei tassi.
Martin Wolburg, senior economist di Generali Investments, conclude: “La BCE ha aumentato i tassi di interesse di 25 punti base, in linea con le attese, per contenere le pressioni inflazionistiche alimentate dalla guerra in Medio Oriente. La presidente Christine Lagarde ha insistito sul fatto che la decisione va oltre una misura precauzionale, sostenendo che il Consiglio direttivo rimane ben posizionato per affrontare l’incertezza anche in uno scenario inflazionistico più favorevole. Le nuove previsioni dello staff mostrano una revisione al rialzo significativa sia dell’inflazione headline sia di quella core nel periodo 2026–28, mentre la crescita è stata leggermente rivista al ribasso.
Sebbene l’inflazione sia ancora attesa tornare all’obiettivo del 2% entro il 2028, la BCE ha segnalato che i rischi restano orientati verso prezzi più elevati e una crescita più debole. Il mercato prezza ora ulteriori rialzi per 43 punti base nel corso dell’anno, marginalmente meno rispetto alla chiusura di ieri. Nel complesso, nessuna grande sorpresa dalla BCE oggi. La nostra previsione di “un solo rialzo nel 2026” dipende in larga misura da un rientro dei prezzi energetici quest’estate. In assenza di ciò, un rialzo a settembre sarebbe probabile.

