Fed: cinque fattori chiave ci hanno portato a rivedere le nostre previsioni sui tassi d’interesse. Daleep Singh, Vice Chair e Chief Global Economist e Robert Sockin, Chief U.S. Economist di PGIM

 

  1. Crescita statunitense superiore al trend: l’economia USA continua a mostrare una notevole resilienza. Prevediamo una crescita del PIL reale del 2,3% quest’anno, che prolungherà una serie di risultati superiori al trend.

 

  1. Inflazione elevata con rischi al rialzo: Riteniamo che i rischi per l’inflazione siano orientati al rialzo per una serie di ragioni; forse la più preoccupante tra queste è che gli indicatori anticipatori della “pressione in cantiere” sull’inflazione al consumo, come l’indice dei prezzi alla produzione, rimangono molto solidi.

 

  1. Il mercato del lavoro USA si sta surriscaldando: il mercato del lavoro si trova in una fase a metà strada tra la stabilizzazione e l’accelerazione, con una tendenza verso quest’ultima. È sorprendente che la crescita delle buste paga abbia registrato una media di 188.000 unità al mese negli ultimi tre mesi, in forte aumento rispetto al ritmo di circa 10.000 unità al mese del 2025.

 

  1. Tono restrittivo della Fed: il cambiamento verso una comunicazione più restrittiva della Fed è stato notevole nelle ultime settimane, soprattutto perché è proseguito anche dopo l’insediamento di Kevin Warsh alla presidenza della Fed.

 

  1. L’orientamento del presidente della Fed Warsh: il modo in cui Kevin Warsh avrebbe esercitato il proprio ruolo di presidente della Fed è stato oggetto di dibattito per mesi. Manterrà la sua convinzione che la Fed debba aumentare i tassi in presenza di shock dal lato dell’offerta, oppure sosterrà che la tendenza di fondo dell’inflazione appare favorevole e che i tassi dovrebbero diminuire nel tempo? La domanda più importante per noi, e il rischio maggiore per le nostre previsioni, è se ci sarà una copertura politica che permetta a Warsh di aumentare i tassi. Se gli aumenti dei tassi saranno presentati come uno sforzo “precauzionale” per contrastare l’inflazione dal lato dell’offerta e il recente aumento dei rendimenti dei Treasury a lunga scadenza, riteniamo che ci sarà.

 

Implicazioni di mercato

In primo luogo, i rendimenti dei Treasury USA potrebbero subire ulteriori pressioni al rialzo, mentre la Fed avvia un ciclo di rialzi precauzionali dei tassi. La nostra previsione di un ulteriore aumento di 35 pb dei Fed Funds eserciterà un’ulteriore pressione al rialzo sui tassi a breve termine. Prevediamo che ciò modererà l’aumento dei tassi a lungo termine, portando a un ulteriore appiattimento della curva dei rendimenti.

L’impatto sugli asset rischiosi è più sfumato. Il fattore determinante potrebbe essere il fatto che i mercati saranno rassicurati dalle misure audaci adottate per controllare l’inflazione in un contesto di economia statunitense solida, il che dovrebbe limitare qualsiasi allargamento degli spread.

Forse la conseguenza più evidente sul mercato derivante dall’inasprimento della politica monetaria della Fed è un dollaro più forte. Con la Fed in una posizione più proattiva e l’economia statunitense in buona salute e meglio attrezzata per far fronte agli shock energetici, riteniamo che il dollaro abbia maggiori probabilità di apprezzarsi rispetto alle principali valute.