Warsh arriva alla Fed. I commenti alla riunione della Federal Reserve a cura degli esperti di Julius Baer, Goldman Sachs AM e aberdeen investments

Fed

David Kohl, Chief Economist, Julius Baer, Afonso Borges, Fixed Income Research, Julius Baer

Alla riunione di mercoledì, il nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, ha rispettato le aspettative di una riduzione della guidance, mentre le previsioni fornite dai suoi colleghi del FOMC aggiungono rischi al rialzo per le prospettive di politica monetaria. Con metà del comitato che prevede rialzi dei tassi nel corso dell’anno e con le proiezioni aggiornate che mostrano un’inflazione più elevata fino al 2028, non dovremmo sorprenderci di vedere i rendimenti sul tratto breve della curva aumentare di 16 punti base, il maggiore rialzo giornaliero da oltre un anno.

È importante sottolineare che, più ci si sposta verso la parte finale della curva, le oscillazioni rimangono più contenute. In definitiva, con la riapertura dello Stretto di Hormuz che riduce le pressioni inflazionistiche e con indicatori più ampi del mercato del lavoro che mostrano un quadro più eterogeneo rispetto a quanto suggerito dai recenti rapporti sui Non-Farm Payrolls (NFP), riteniamo che la Fed finirà per evitare ulteriori rialzi dei tassi. In questo contesto, manteniamo una posizione di sovrappeso sulla duration nei portafogli obbligazionari, concentrata sul segmento intermedio della curva.

Kay Haigh, global head e CIO di Fixed Income and Liquidity Solutions di Goldman Sachs Asset Management

“Il meeting di ieri conferma che la recente svolta restrittiva della Fed non era legata soltanto all’aumento dei prezzi dell’energia. Nonostante il recente calo del prezzo del petrolio, metà dei membri del FOMC prevede rialzi dei tassi già quest’anno, riflettendo dati solidi sul mercato del lavoro e sull’inflazione. Il nostro scenario di base resta che la Fed riesca appena ad evitare rialzi, ma il margine è stretto e ci sarà un premio elevato sui prossimi dati sull’inflazione.”

Jon Butcher, Senior US Economist di Aberdeen Investments a seguito della decisione della Fed di mantenere i tassi invariati

Il tasso obiettivo sui Fed funds è stato mantenuto invariato con una decisione unanime. La comunicazione relativa alle decisioni è stata significativamente ridotta rispetto alle riunioni precedenti: il comunicato del FOMC è stato accorciato e ogni forma di forward guidance è stata rimossa.

L’unica indicazione sull’orientamento futuro della politica monetaria è arrivata dal dot plot. Da esso emerge che metà dei membri del FOMC prevede ora almeno un rialzo dei tassi nel 2026, con il dot mediano collocato a metà strada tra uno scenario di rialzo e uno di tassi invariati. Tuttavia, non è chiaro se le proiezioni individuali che compongono il dot plot siano state presentate prima o dopo l’annuncio dell’accordo tra Stati Uniti e Iran.

Il presidente Warsh ha annunciato la costituzione di una serie di task force incaricate di riesaminare il funzionamento della Fed in diversi ambiti, tra cui la comunicazione e la gestione del bilancio. Al di là delle riforme, l’attenzione di Warsh sembra concentrata sul riportare l’inflazione verso l’obiettivo del 2% della Fed. Questo processo richiederà probabilmente tempo, a causa della persistenza delle pressioni sui prezzi dei servizi, ma continuiamo ad attenderci progressi graduali nella giusta direzione.

Continuiamo inoltre a ritenere che la Fed manterrà i tassi invariati per tutto il 2026 e che un rialzo non sia giustificato, salvo una ripresa del conflitto in Medio Oriente accompagnata da un nuovo forte aumento del prezzo del petrolio.

Tiffany Wilding, economista di PIMCO

Warsh sta già definendo in modo deciso l’agenda. Sebbene in ultima analisi spetterà alle task force studiare le questioni e raccomandare le riforme, riteniamo molto probabile che queste produrranno alcuni cambiamenti significativi – tra cui un minor numero di conferenze stampa, una comunicazione meno prescrittiva, una maggiore propensione a sorprendere i mercati obbligazionari e, in definitiva, una maggiore volatilità dei tassi. Ciò ha contribuito a far sì che i mercati incorporassero un premio di rischio più elevato nella parte a breve termine della curva dei tassi di interesse.

Tuttavia, le dinamiche in rapida evoluzione in Medio Oriente e la natura ambivalente dello sviluppo dell’intelligenza artificiale rendono le prospettive insolitamente incerte in entrambe le direzioni. Infatti, man mano che le condizioni si evolvono, Warsh e il comitato saranno pronti a cambiare rotta – potenzialmente in fretta in entrambe le direzioni – per allineare la politica all’obiettivo di garantire la stabilità dei prezzi nel tempo.