La diversificazione si conferma imprescindibile, con un’elevata dispersione tra i singoli settori, ma anche all’interno degli stessi, fattori e market-cap. A cura di Nicolas Janvier, Responsabile azionario Nord America, e Neil Robson, Responsabile azionario globale EMEA, di Columbia Threadneedle Investments

A livello settoriale, la guerra in Medio Oriente ha spinto i titoli energetici, portando ad una sovraperformance indipendente dalla narrativa sull’AI. Parallelamente, settori della “old economy” quali edilizia, materiali e ingegneria, hanno beneficiato dalla loro correlazione con il tema dello sviluppo dell’infrastruttura per l’AI. Se guardiamo allo stile di investimento, il value a grande capitalizzazione ha sovraperformato rispetto al growth large-cap
L’analisi per capitalizzazione di mercato mostra una sovraperformance delle large cap, sebbene la performance aggregata continui ad essere distorta dall’apporto straordinario dei giganti del tech. Le società più piccole non devono però essere trascurate: molte consentono di posizionarsi su opportunità cicliche e rappresentano un valido complemento all’esposizione tech all’interno del più ampio ecosistema dell’AI.
Da un punto di vista geografico, all’inizio del 2026 ritenevamo che l’espansione fiscale avrebbe reso attraente l’Europa. Sebbene il tema resti invariato, l’elevato livello dei prezzi dell’energia sta ridimensionando le prospettive di breve periodo.
La tesi a favore della diversificazione regionale rimane solida, con la trasformazione del Giappone in corso e i mercati emergenti che stanno guadagnando slancio. All’interno dell’universo dei mercati emergenti occorre cautela, a causa del rischio di concentrazione sia a livello di singole società che di settore.
Conclusioni
Le nostre prospettive rimangono costruttive, ma i rischi persistono. La geopolitica e gli eventi imprevisti pongono costantemente sfide, rafforzando l’importanza dell’equilibrio, della diversificazione e della selettività per orientarsi nell’incertezza.
L’AI è destinata a rimanere il motore dominante del mercato, con un ristretto gruppo di hyperscaler in grado di determinare l’andamento degli utili. Eventuali strozzature nei settori di costruzioni ed energia potrebbero, tuttavia, frenare il ritmo di sviluppo.
L’inflazione rimane una delle principali fonti di incertezza, con implicazioni per la politica delle banche centrali, le strutture dei costi aziendali e la spesa dei consumatori. Stiamo inoltre monitorando i segnali di pressione che gravano sui consumatori con reddito basso. Ciò nonostante, riteniamo che nel complesso il profilo rischio/rendimento sia sbilanciato al rialzo.
Ulteriori interruzioni delle catene di approvvigionamento, inflazione persistente e una politica monetaria più restrittiva potrebbero compromettere il sentiment nel breve periodo. Tuttavia, è proprio la previsione di una continua crescita degli utili a guidare la nostra valutazione ottimistica per il futuro.
In un contesto simile, è fondamentale basare le decisioni di investimento sui fondamentali sottostanti, con un focus sui flussi di cassa e sulla redditività delle aziende. In definitiva, i risultati di lungo termine saranno determinati dalla capacità di individuare e sostenere società di alta qualità e con valutazioni interessanti.

