“L’industria del risparmio gestito ha dinnanzi a sé molte sfide, soprattutto in un contesto incerto come l’attuale. Ma è proprio in questi frangenti che la gestione attiva riesce a dare il meglio di sé”. Tobias C. Pross, Ceo di Allianz Global Investors

Queste sono le parole con cui Tobias C. Pross, Ceo di Allianz Global Investors, ha aperto il convegno che l’asset manager ha organizzato per la stampa nei giorni scorsi a Francoforte. Ed è indubbio che, ancora una volta, nonostante ci sia un accordo di 14 punti che potrebbe porre fine alla guerra tra Usa e Iran, gli interrogativi che pesano sui mercati finanziari, ma soprattutto sulle economie globali, rimangono in essere. In un mondo sempre più complesso, come ha ricordato il Ceo, diventa indispensabile avere una piattaforma di soluzioni d’investimento diversificata e tecnologicamente all’avanguardia, capace di soddisfare le diverse esigenze dei clienti. In questa direzione, oltre al lancio di nuovi Etf attivi, va letto l’impegno a rendere accessibile i mercati privati anche agli investitori retail.
Uno scenario ancora resiliente
Complessivamente, nonostante alcune criticità in essere, l’asset manager tedesco si attende un contesto resiliente da cui emerge tuttavia il rischio inflazione, tema più dibattuto di quanto non fosse sei mesi fa a causa del conflitto nel Golfo e che sta pesando sulle decisioni delle banche centrali. Per alcune la questione all’inizio dell’anno era quante volte avrebbero tagliato i tassi, oggi, invece, la discussione si è completamente ribaltata e le attese sembrerebbero essere o un mantenimento della politica monetaria attuale o un aumento del costo del denaro, come del resto ha fatto la Bce.
L’AI domina l’azionario
La resilienza è stata l’elemento caratterizzante anche dei mercati finanziari, in particolare di quelli azionari. Dr. Michael Heldmann, equity Cio, ha sottolineato quanto sia stato singolare il comportamento delle borse azionarie: “Agli inizi del 2026 molti avevano delineato uno scenario Goldilocks che è entrato successivamente in collisione con le conseguenze causate dallo scoppio della guerra in Iran. Va detto, però, che lo shock è stato assorbito abbastanza velocemente e dall’attenzione alla situazione geopolitica si è passati ad analizzare l’andamento degli utili aziendali che, nel primo trimestre, sono stati molto forti e hanno rivitalizzato l’ottimismo nei confronti delle azioni”.
Ancora una volta l’intelligenza artificiale è stata il collante di questi risultati; tuttavia, rimangono ancora delle opportunità d’investimento in altri settori, come nel caso del comparto della difesa che, secondo l’equity Cio, alla luce del ritracciamento dei titoli, dovrebbe essere riconsiderato, poiché rimane un tema che continuerà essere al centro dell’attenzione. Ciò nonostante, per Heldmann sarà ancora l’Ai la forza propulsiva dell’azionario, ma sarà l’emergere dei vincitori e dei vinti lo spartiacque di quanto sta ora accadendo e, probabilmente, riguarderà i diversi settori “in modo molto più incisivo di quanto non si è visto di recente succedere per le società di software”.
L’Ai attraversa una fase del suo sviluppo in cui la domanda rimane in eccesso rispetto all’offerta; bisognerà attendere che tutti gli investimenti in corso si traducano in risultati concreti e, nello specifico, in aumento della produttività che ridefinirà a sua volta l’offerta. Per il responsabile degli investimenti azionari “le valutazioni, soprattutto negli Usa, non sono particolarmente a sconto, tutt’altro, ma è altresì vero che non offrono un forte segnale nel breve e medio periodo. In altre parole, se un titolo tratta a multipli bassi non è necessariamente un’occasione d’acquisto. Si è in una fase in cui, per alcune aziende, l’incentivo ad averle in portafoglio è più legato alle aspettative di cosa ci si attende in futuro piuttosto che sulle valutazioni del momento. Inoltre, se si esamina la situazione nel dettaglio, c’è molta più dispersione nel mercato, che si traduce in una condizione migliore per chi adotta una gestione attiva”.
Un nuovo modo di guardare al fixed income
Se l’equity ha sorpreso per il corso positivo degli indici, nonostante l’instabilità geopolitica, i titoli governativi, in generale, hanno fatto segnare una performance deludente. “Ciò non significa che il reddito fisso abbia perso le sue caratteristiche difensive”, ha rimarcato Jenny Zeng, fixed income Cio, perché “in uno scenario inflattivo, risultato del cambio di regime in corso, i rendimenti dovrebbero essere più elevati e ciò fa sì che la correlazione negativa tra bond ed equity diventi più instabile”.
E un “cambiamento di regime” nelle piazze finanziarie significa una trasformazione delle dinamiche di fondo del mercato che cambia il modo in cui le classi di attività si correlano e reagiscono ai dati economici. Infatti Zeng ha ricordato che, come si è visto anche di recente, i titoli governativi di fatto non abbiano difeso il portafoglio come nelle aspettative, ma piuttosto rivelato la loro fragilità in determinate situazioni. “Ciò però non significa che le obbligazioni abbiano smesso di ricoprire il loro ruolo, bensì che bisogna individuare quale sia la migliore strategia per gestire il rischio e quale sia lo strumento che assolve meglio questa funzione all’interno della classe di attivo”.
Nella situazione attuale, per la responsabile degli investimenti obbligazionari i tassi core possono essere utilizzati per proteggersi dalla volatilità dell’azionario solo da un punto di vista tattico. Per Zeng, ci sono nuovi modi di stabilizzare il portafoglio come nel caso delle emissioni governative cinesi, che dall’inizio dell’anno rappresentano l’unico strumento della categoria con ritorni positivi. Inoltre, nonostante gli spread di credito si siano compressi molto, ci sono emissioni che offrono un income appetibile, una vera e propria ancora per stabilizzare gli investimenti.
Infine ci sono i linker, ossia “le obbligazioni indicizzate a parametri il cui rendimento o valore nominale varia in base all’andamento dell’inflazione, che sono stati un po’ dimenticati dagli investitori. In pratica, mettendo al bando le generalizzazioni su come si debba considerare il reddito fisso, per Allianz Global Investors diventa indispensabile una gestione attiva perché permette di individuare lo strumento migliore nella costruzione di un portafoglio per coprirsi da una determinata tipologia di rischio.
Più mercati nei portafogli
La necessità di avere un portafoglio diversificato orientati nel lungo termine non può non considerare gli investimenti nei mercati privati che, per Allianz Global Investors, sono ormai di fondamentale importanza. In questo ambito, i settori del credito privato e delle infrastrutture, soprattutto in Europa e più in generale grazie alla diffusione dell’Ai, dovrebbero contribuire in modo significativo alla crescita del valore nel lungo periodo. Infatti, essi sostengono il finanziamento dell’economia reale, aiutano a colmare le carenze infrastrutturali e rendono possibili cambiamenti strutturali.

