Linda Raggi, Head of Macro and Multi Sector Fixed Income di Pictet Asset Management 

Private equity

 

Incertezza e volatilità sono diventate le caratteristiche distintive dell’economia globale e dei mercati finanziari. La guerra in Iran non sembra vicina ad una fine e i prezzi del petrolio restano alti, così come la minaccia di una stagflazione globale: un esito tutt’altro che favorevole sia per le obbligazioni che per le azioni. A rendere le cose ancora più complicate è il poco spazio di manovra a disposizione di banche centrali e governi. Quando la crescita economica rallenta, i policymaker non possono permettersi di concentrarsi esclusivamente sul controllo dell’inflazione.

L’unica certezza rimarrà la volatilità dei mercati. Il sentiment degli investitori continuerà a cambiare repentinamente ad ogni dichiarazione politica o mossa militare da parte dell’amministrazione Trump, oscillando rapidamente tra cautela e ottimismo. L’impennata dell’indice ICE BofA ML Move (l’indicatore della volatilità implicita dei Treasury USA) seguita allo scoppio del conflitto è stata una delle più rapide e nette dalla crisi finanziaria globale del 2008. E questa guerra è solo una componente di un quadro ben più ampio e allarmante, che vede crescere in tutto il mondo i rischi politici e geopolitici.

I mercati, a loro volta, presentavano già situazioni di incertezza, come le preoccupazioni sulla portata e sulla velocità del rally legato all’IA nell’ambito degli asset tecnologici e quelle sulle condizioni del mercato del debito privato, rendendo ancora più fragile l’equilibrio tra valutazioni e fondamentali.

Questo contesto turbolento, caratterizzato da una dispersione insolitamente elevata dei rendimenti tra i diversi mercati obbligazionari, ostacola i portafogli a reddito fisso basati sui benchmark globali nel fornire la stabilità e il reddito richiesti dagli investitori. In altre parole, seguire passivamente un indice significa oggi esporsi a rischi non sempre remunerati e perdere la possibilità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti di scenario.

Linda Raggi

In questa situazione può essere d’aiuto una strategia a reddito fisso priva di vincoli, in grado di assumere in modo proattivo un’ampia gamma di posizioni sui vari mercati obbligazionari globali e libera dalle costrizioni di un indice di riferimento, con la flessibilità di aumentare o ridurre l’esposizione a duration, credito e valute in funzione delle opportunità.

Comprendere i driver del mercato odierno

Sta diventando sempre più difficile valutare i trend futuri di inflazione, crescita economica e utili societari, per non parlare del loro impatto sui portafogli. Tuttavia, spiccano alcuni elementi.

In primo luogo, il mondo deve nuovamente affrontare uno shock dell’offerta legato alle materie prime. Ma sebbene ad oggi la reazione del mercato sia paragonabile a quella dell’ultimo episodio di questo tipo (l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022), questa volta le condizioni economiche sono molto diverse. All’epoca, il PIL nominale mostrava una crescita sana e i tassi d’interesse reali erano negativi. Le banche centrali potevano quindi permettersi di concentrarsi esclusivamente sul contenimento dell’inflazione, cosa che fecero innalzando i tassi in modo aggressivo.

Il recente shock si è invece verificato in un contesto economico molto diverso. La maggior parte delle principali economie del mondo sta crescendo ad un ritmo vicino ai propri trend di lungo termine, ma rischia di subire un ulteriore rallentamento a causa dell’indebolimento del mercato del lavoro (soprattutto nel Regno Unito e negli USA) e all’esaurimento dei risparmi dei consumatori.

Finora, i mercati hanno ignorato la complessità della situazione attuale e sembrano concentrarsi principalmente sulla minaccia inflazionistica. Sono passati repentinamente dall’attesa di ulteriori tagli dei tassi d’interesse allo scontare una possibilità di rialzi. Pur concordando sul fatto che il nuovo regime dei tassi sia “più alti, più a lungo”, riteniamo che l’indebolimento del contesto economico sia la dimostrazione che i mercati hanno esagerato nello scontare una politica monetaria più restrittiva, aprendo così la strada a una maggiore volatilità.

Vale anche la pena notare i contesti divergenti delle varie economie. Alcune, come quelle esportatrici di petrolio, sono nelle condizioni perfette per beneficiare degli sviluppi attuali. Tra quelle che invece potrebbero trovarsi in difficoltà, esistono ampie differenze nelle misure di sostegno che potranno fornire i vari governi. In Europa, ad esempio, la Germania può intervenire con stimoli fiscali maggiori rispetto a Italia, Spagna o Regno Unito. Negli Stati Uniti, invece, è probabile che il costo della guerra attirerà i fondi destinati ad altre aree, mentre altri Paesi potrebbero essere indotti ad aumentare la spesa per la difesa.

portafogli

In questa incertezza, tali discrepanze possono offrire ai portafogli a reddito fisso gestiti attivamente delle opportunità di investimento di valore relativo, opportunità altrimenti non disponibili alle strategie basate su benchmark standard.

Le strategie a reddito fisso prive di vincoli di Pictet Asset Management adottano un approccio più dinamico, che riteniamo maggiormente adeguato ad affrontare shock improvvisi. Partendo da un foglio bianco, piuttosto che da un riferimento basato su un indice rigido, il nostro obiettivo è chiaro: decidere le allocazioni che ci consentono di assumere un rischio di duration, spread e valuta laddove può servire al meglio il portafoglio; indirizzare il capitale verso i titoli con la valutazione più interessante; evitare selettivamente le obbligazioni o i settori in base all’evoluzione delle condizioni di mercato, con un forte focus sulla gestione del rischio e sulla liquidità del portafoglio.

In un contesto in cui le certezze macro vengono meno e le correlazioni tradizionali si indeboliscono, in Pictet continuiamo a ritenere che un approccio attivo, flessibile e realmente indipendente rappresenti la via più efficace per navigare la complessità dei mercati obbligazionari.