Vi sono tre ragioni strutturali alla base della ripresa dei mercati emergenti, tre forze strutturali che oggi stanno cambiando simultaneamente. Nick Payne, Analista e Gestore azionario del fondo Comgest Growth Global Emerging Market Equity di Comgest

emergenti, RBC

 

La prima ragione è la valuta

Per quasi 15 anni, il dollaro forte ha agito da freno per questa asset class. Ora, molti segnali indicano un’inversione di tendenza: i deficit statunitensi intorno al 7% sono difficilmente compatibili nel lungo periodo con una valuta sempre più forte – e un dollaro più debole ha storicamente sempre fornito un vento favorevole ai mercati emergenti.

L’indebolimento del dollaro è dunque un importante fattore macroeconomico. A differenza dei mercati emergenti, che adottano politiche fiscali prudenti, gli Stati Uniti continuano a registrare deficit significativi e fanno ampio ricorso ai flussi di capitale esteri per finanziarli. Si moltiplicano i segnali che indicano come gli investitori stiano iniziando a mettere in discussione questa dinamica.

Allo stesso tempo, l’attuale amministrazione statunitense sembra a suo agio con una valuta più debole. Esiste in genere una correlazione inversa tra il dollaro e le azioni dei mercati emergenti, il che significa che le azioni dei mercati emergenti tendono a registrare performance migliori quando il dollaro si indebolisce.

La seconda ragione, dunque, è un silenzioso ribaltamento dei ruoli

Mentre durante la pandemia le economie sviluppate hanno adottato politiche monetarie espansive aumentando la liquidità, i principali mercati emergenti sono rimasti disciplinati dal punto di vista fiscale e monetario. Per questo motivo, rispetto alla loro vecchia immagine di economie volatili e instabili ora i mercati emergenti appaiono quasi come «quelli più responsabili».

Il terzo punto è il fattore decisivo

L’andamento del mercato azionario è determinato dal rendimento del capitale proprio e dalla creazione di valore nel lungo periodo. Per circa 15 anni, il rendimento del capitale proprio nei mercati emergenti è rimasto sostanzialmente fermo, mentre è aumentato in modo significativo nei mercati sviluppati, in particolare negli Stati Uniti, trainato dal settore tecnologico. La nostra opinione è che questa dinamica stia ora cambiando.