Gli investitori istituzionali concordano sul fatto che le considerazioni relative alla resilienza stanno assumendo la stessa importanza del rendimento. Invesco Global Sovereign Asset Management Study

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La resilienza diventa il fulcro della progettazione dei portafogli La resilienza è passata dall’essere un risultato secondario della diversificazione a diventare un obiettivo strategico nella costruzione dei portafogli. Il 71% delle banche centrali e il 54% dei fondi sovrani concordano sul fatto che le considerazioni sulla resilienza stanno assumendo la stessa importanza del rendimento nella progettazione dei portafogli; inoltre, poiché gli shock geopolitici e le mutevoli correlazioni mettono in discussione i modelli tradizionali, gli investitori sovrani stanno riprogettando i portafogli per far fronte a una gamma più ampia di scenari. La resilienza si riflette sempre più nel modo in cui vengono monitorati i portafogli, con l’analisi della concentrazione e i test di scenario che sono ormai al centro dei quadri di valutazione.

L’82% delle banche centrali monitora la concentrazione del rischio e il 76% utilizza l’analisi di scenario, mentre lo stesso vale rispettivamente per il 65% e il 62% dei fondi sovrani. I capitali vengono sempre più spesso indirizzati verso asset che combinano resilienza e rendimento. La sicurezza energetica e le infrastrutture per la transizione energetica sono considerate il tema di resilienza più credibile dall’80% degli investitori sovrani, una percezione rafforzata dal potenziamento dell’intelligenza artificiale che sta determinando un cambiamento radicale nella domanda di infrastrutture energetiche e di dati.

L’attenzione alla resilienza si sta estendendo ben oltre la costruzione del portafoglio. Diverse istituzioni hanno dichiarato di stare riesaminando il proprio livello di dipendenza da custodian, controparti e infrastrutture di clearing basati negli Stati Uniti, mentre alcune hanno già avviato l’implementazione di soluzioni alternative.

Investire a lungo termine in un contesto meno favorevole

In un contesto caratterizzato da crescente incertezza, l’investimento di lungo termine assume un’importanza sempre maggiore, ma diventa anche più difficile da perseguire nella pratica. Il 39% dei fondi sovrani ritiene che il proprio orizzonte di investimento effettivo sia più breve di quello dichiarato, con la maggiore discrepanza riscontrata tra i fondi sovrani di investimento e quelli con passività definite.

Il ruolo in espansione degli ETF

Il patrimonio globale degli ETF ha raggiunto circa 19,5 mila miliardi di dollari alla fine del 2025, con una crescita annua di circa il 15% nell’arco di due decenni [Fonte: ETFGI]. Il mercato si è esteso ben oltre i fondi azionari passivi, arrivando a comprendere strategie a reddito fisso, attive e tematiche. La crescente domanda da parte degli investitori istituzionali di maggiore flessibilità, liquidità ed efficienza nell’implementazione delle strategie di investimento ha sostenuto la forte espansione del mercato degli ETF.

Il ruolo dell’AI

Gli investitori sovrani considerano l’intelligenza artificiale (AI) come un cambiamento strutturale, eppure il 52% cita la concentrazione di mercato come il principale rischio di portafoglio degli investimenti legati all’AI