Quali saranno i driver di valore? La ricetta di BlackRock Italia per ridisegnare i portafogli

portafoglio

“La situazione attuale a livello mondiale è caratterizzata dalla scarsità: risorse limitate in termini di manodopera, energia e margine di manovra fiscale”. In quello che viene definito “un nuovo regime”, dove non sembrano esserci per gli investitori dei riferimenti macroeconomici di lungo periodo, Bruno Rovelli, managing director e chief investment strategist di BlackRock Italia, nel presentare l’outlook di metà anno, ha discusso su come l’approccio tradizionale al portafoglio debba essere rivisto alla luce di uno scenario che, da un punto di vista macroeconomico, è cambiato e non offre più punti di riferimento di lungo termine.

Bruno Rovelli

Lo stesso concetto di diversificazione negli investimenti viene ripensato alla luce del mutamento delle correlazioni tra le classi di attivo a favore di strategie specifiche che dovranno essere contestualizzate. In altre parole, bisognerà pensare a quali saranno i driver di valore. Tutto ciò all’interno di un momento storico in cui l’impatto dell’Ai su crescita e sviluppo futuro deve essere ancora compreso pienamente”.

Nel delineare la strategia d’investimento, Rovelli ha presentato su tre temi dirimenti per strutturare le decisioni di investimento: la scarsità e l’abbondanza, il durable income e l’andare oltre l’etichetta di una soluzione d’investimento per ottenere l’esposizione desiderata.

SCARSITÀ vs ABBONDANZA

Il primo riguarda il concetto di abbondanza e di scarsità legato all’intelligenza artificiale, una promessa per un futuro di abbondanza: “Viviamo in un mondo caratterizzato dalla scarsità dove si assiste a una pressione sempre maggiore sulla manodopera, sull’energia, sulle infrastrutture, sul capitale e sui materiali. Si tratta di vincoli sul lato dell’offerta che incidono sulla crescita, sull’inflazione e i prezzi dei mercati”.

“In questo contesto”, ha continuato, “l’Ai diventa potenzialmente un acceleratore della crescita così come successo quando furono introdotte le precedenti innovazioni tecnologiche, ma che, in questo caso, potrebbe avere una forza propulsiva maggiore attraverso un miglioramento esponenziale delle capacità cognitive”. Se così fosse, l’Ai potrebbe consentire un superamento senza precedenti del trend di crescita a lungo termine degli Stati Uniti, pari a circa il 2%.

Per fare si che ciò sia possibile è necessario creare delle architetture adeguate la cui realizzazione genera una fase iniziale di scarsità di beni – da cui derivano le strozzature nelle catene di fornitura ascrivibili, sottolinea Rovelli anche alla frammentazione geopolitica – per poi tradursi in un’altra di abbondanza. Le domande che rimangono aperte sulla questione degli investimenti nell’Ai sono legate ai costi e alla capacità di aumentare la produttività abbastanza rapidamente da compensare la scarsità causata dalla combinazione della ricerca di resilienza e del suo stesso sviluppo.

DURABLE INCOME

Se, come accennato in precedenza, bisogna prendere atto di come siano cambiate, nell’ultimo periodo, le correlazioni tra le diverse classi di attivo, per Rovelli:” Diventa fondamentale rivedere il modo di costruirei un portafoglio. Nei confronti del reddito fisso ciò significa prendere atto che i bond non sono più un modo di proteggere un portafoglio dal rischio di un’esposizione azionaria, ma, poiché i rendimenti sono tornati a salire costantemente in tutto il mondo, devono essere considerati come fonte di generazione di reddito”.

Nel “nuovo regime”, in cui l’asset manager americano vede tassi d’interesse elevati “e la scarsità mantiene alta la pressione inflazionistica, sia a breve che a lungo termine, preferiamo incassare reddito da titoli a breve termine piuttosto che affidarci a obbligazioni a lungo termine, la cui durata maggiore le rende più sensibili alle variazioni dei tassi. In questo senso oltre ai titoli governativi, valutiamo anche le opportunità offerte dal credito Ig e delle obbligazioni dei mercati emergenti”.

Le preoccupazioni sulle scadenze più lunghe dei bond sono legate all’aumento dell’indebitamento nelle economie avanzate che implica un premio a termine più elevato per risultare attrattivi agli investitori e, per queste ragioni, risultano più instabili.

OLTRE LE ETICHETTE

Il nuovo approccio alla diversificazione, per l’asset manager americano, in un mondo caratterizzato dalla scarsità significa andare oltre le etichette per ottenere l’esposizione desiderata, perché non riflettono di fatto le dinamiche sottostanti. “Analizzare le prospettive di crescita economica attraverso una prospettiva settoriale dettagliata avrebbe generato un aumento potenziale dei rendimenti maggiore.

Sembrerà controintuitivo, ma nell’attuale mercato è stato lo stile value a generare la migliore performance, con i produttori di memorie che hanno fatto registrare rendimenti stellari. Un altro esempio sono le infrastrutture, presenti negli indici globali, ma che non riflettono la centralità del segmento nel soddisfare la domanda di intelligenza artificiale, nella la distribuzione energetica e nella creazione di reti. Le infrastrutture offrono esposizione a capacità scarse, reddito indicizzato all’inflazione e molteplici forze di mercato contemporaneamente”, ha spiegato Rovelli.

Il contesto che si è venuto a creare, per l’asset manager americano, offre maggiori possibilità di generare alfa e la maggiore dispersione dei rendimenti che si sta creando sul mercato genera maggiori opportunità per l’investimento attivo.