Il Tesoro italiano punta su questo tipo di emissioni per attuare al meglio la strategia di gestione del debito pubblico. Opportunità e rischi per gli investitori. Saverio Berlinzani, Chief Analyst, ActivTrades

Un’emissione di BTP in dollari (tecnicamente denominati titoli Global) strutturata su tre diverse scadenze risponde a precise strategie di ottimizzazione del debito pubblico e di attrazione di capitali globali. Il Tesoro italiano decide di emettere debito in valuta estera non per necessità di dollari, ma per diversi obiettivi che spaziano dalla diversificazione alla costruzione di una curva di rendimenti in dollari.

Emettere in questa valuta permette di intercettare i grandi capitali istituzionali (fondi pensione, banche centrali, fondi sovrani americani o asiatici) che per statuto o preferenza investono solo in biglietti verdi. Scegliere tre diverse scadenze (ad esempio, breve, medio e lungo termine) serve a creare punti di riferimento liquidi (benchmark). Ciò permette al Tesoro di spalmare le scadenze del debito nel tempo, riducendo il rischio di rifinanziamento.

Non dimentichiamo poi che spesso il Tesoro converte l’esposizione in dollari in euro tramite contratti derivati (Cross Currency Swap). Se le condizioni di mercato sono favorevoli, il costo finale in euro del titolo in dollari può risultare persino inferiore rispetto all’emissione di un normale BTP in euro (arbitraggio). Infine, c’è poi l’aspetto valutario che trasforma la natura del titolo per chi compra dall’Eurozona.

Ci si assume infatti un rischio di cambio, perché cedole e capitale sono pagati in dollari. È chiaro che oltre al rischio c’è anche una opportunità che non va trascurata. Se il dollaro si rafforza contro euro, l’opportunità emerge sotto forma di guadagni e viceversa.