Vincent Chaigneau, Head of Research di Generali Investments, analizza alcuni rischi chiave che continuano a richiedere attenzione da parte degli investitori

Geopolitica: i nodi dello Stretto di Hormuz e dell’Iran non sono risolti
Sebbene l’accordo tra Stati Uniti e Iran e il calo dei prezzi energetici abbiano ridotto sensibilmente i rischi per la crescita globale, restano aperte alcune tematiche cruciali, in particolare quelle relative allo Stretto di Hormuz e al programma nucleare iraniano. Un deterioramento di questo scenario potrebbe riaccendere tensioni sulle catene di approvvigionamento e sui mercati energetici.
Inflazione più persistente del previsto
Riteniamo che il mercato stia guardando troppo ai prezzi dell’energia e troppo poco ad altre fonti di pressione inflazionistica. Tra i principali rischi figurano infatti il rialzo dei prezzi alimentari, l’aumento dei costi dei semiconduttori e il possibile consolidamento di aspettative d’inflazione più elevate in un’economia statunitense che continua a mostrare segnali di surriscaldamento.
Rischio tassi: rendimenti strutturalmente più elevati
La crescente competizione per il capitale tra settore pubblico e privato potrebbe mantenere elevati i tassi di interesse di lungo termine. La rivoluzione dell’IA richiede enormi investimenti, mentre gli Stati devono finanziare spesa sociale, difesa, transizione climatica e dinamiche demografiche. Questo squilibrio tra domanda di capitale e risparmio disponibile rappresenta un rischio strutturale per le obbligazioni governative.
Finanze pubbliche sotto pressione
Le principali preoccupazioni dei mercati derivano dai conti pubblici piuttosto che dai bilanci aziendali. I deficit elevati e il crescente fabbisogno di finanziamento degli Stati sono considerati una vulnerabilità più rilevante rispetto alla situazione finanziaria delle imprese, che nel complesso rimane solida.
Possibile esaurimento del ciclo dell’Intelligenza Artificiale
Come rischio di medio termine rileviamo un possibile rallentamento della spinta dell’IA. Per questo bisogna monitorare attentamente due indicatori: la crescita degli investimenti (Capex) e l’evoluzione dei margini del settore tecnologico. Il vero interrogativo è se le aziende riusciranno a monetizzare in modo sostenibile gli enormi investimenti effettuati, mantenendo livelli elevati di redditività in un contesto di crescente concorrenza.
Valutazioni elevate dell’azionario USA
Il mercato azionario statunitense presenta oggi un rapporto rischio-rendimento meno favorevole rispetto agli ultimi quindici anni. Le elevate valutazioni e la forte concentrazione degli indici implicano che replicare le performance del passato sarà molto più difficile. Questo rafforza la necessità di maggiore diversificazione geografica e di una più intensa attività di selezione dei titoli.

