Outlook mercati emergenti di Aberdeen Investments

Nonostante gli shock geopolitici che hanno caratterizzato il mese di marzo, i mercati azionari globali hanno mantenuto un andamento complessivamente positivo da inizio anno. La crescita è stata trainata principalmente dai mercati emergenti, che hanno registrato un rendimento del 24,8%, mentre i mercati sviluppati sono rimasti indietro (dati al 31 maggio 2026).
La crescita dei dividendi nei mercati emergenti ha inoltre registrato un tasso di crescita annuo composto di quasi il 12% negli ultimi due decenni. Ciò ha portato oltre la metà delle società dei mercati emergenti a offrire rendimenti da dividendi superiori al 3%.
Questa resilienza, favorita anche dalle crescenti preoccupazioni degli investitori riguardo all'”eccezionalismo statunitense” e all’eccessiva concentrazione degli investimenti nel settore tecnologico, si riflette nella crescente domanda di azioni dei mercati emergenti, in particolare per le strategie orientate al reddito. A conferma di questo trend, l’abrdn SICAV I – Emerging Markets Income Equity Fund ha superato il miliardo di dollari di patrimonio gestito a circa due anni dal lancio, nel marzo 2024, evidenziando la forte fiducia degli investitori nell’asset class e nel suo potenziale di generazione di income.
Matt Williams, Lead Portfolio Manager dell’abrdn SICAV I – Emerging Markets Income Equity Fund, ha commentato:
“I fattori strutturali favorevoli, tra cui investimenti costanti, fondamentali solidi e valutazioni interessanti, continuano a supportare le prospettive di crescita di lungo termine e a offrire una protezione contro l’aumento della volatilità. Continuiamo a osservare sia elementi fondamentali sia fattori tecnici a sostegno dell’investimento nei mercati emergenti, anche in un contesto di rischio sempre più complesso.”
Mercati emergenti: fondamentali solidi e crescita dei dividendi
Oltre ai risultati societari positivi registrati quest’anno, Aberdeen Investments prevede che gli utili per azione (EPS) delle società dei mercati emergenti cresceranno tra il 12% e il 15% nel prossimo ciclo economico, sostenuti da un superciclo pluriennale degli investimenti in conto capitale e dalla crescita dei consumi interni. Le banche centrali dei mercati emergenti mantengono inoltre una posizione di forza, grazie a tassi reali positivi, politiche fiscali prudenti e consistenti riserve valutarie, elementi che sostengono le valute con il progressivo ritorno dell’appetito per il rischio. Anche le valutazioni rimangono interessanti: le azioni dei mercati emergenti trattano con uno sconto di circa il 40% rispetto all’MSCI World, con un rapporto prezzo/utili prospettico pari a circa 12 volte contro le 19 volte dell’indice globale.
Matt Williams ha aggiunto:
“Il reddito rappresenta una componente fondamentale, ma spesso sottovalutata, del rendimento complessivo nei mercati emergenti. Questa asset class si è evoluta profondamente: dall’inizio degli anni Duemila la crescita dei dividendi nei mercati emergenti ha superato nettamente quella dei mercati sviluppati. Oggi oltre la metà delle società dei mercati emergenti offre un dividend yield superiore al 3%, rispetto ad appena il 40% delle società dei mercati sviluppati. Questo dimostra che reddito e crescita non sono fattori alternativi, ma componenti complementari della performance.”
Azioni asiatiche: come orientarsi nei cambiamenti strutturali
È in corso una ridefinizione degli equilibri nei mercati azionari globali, con l’intelligenza artificiale (AI) che sta modificando la gerarchia dei mercati e spingendo Taiwan e Corea del Sud davanti a diverse economie occidentali consolidate. Taiwan ha superato il Canada diventando il sesto mercato azionario al mondo per capitalizzazione, mentre la Corea del Sud ha superato il Regno Unito, conquistando l’ottavo posto.
Isaac Thong, Senior Investment Director, Asian Equities di Aberdeen Investments, ha dichiarato:
“L’ascesa di Taiwan e Corea del Sud è stata trainata dal loro ecosistema di semiconduttori di livello mondiale, al centro del ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale. Tuttavia, la redditività del settore dei semiconduttori è strettamente legata alla domanda globale di tecnologia e le fasi di massimi utili sono spesso seguite da correzioni significative quando il ciclo cambia o si verificano aggiustamenti delle scorte. Sebbene le valutazioni continuino a essere sostenute dalla crescita degli utili, la crescente concentrazione su titoli legati all’AI rappresenta un rischio che gli investitori dovrebbero monitorare.”
“Dal punto di vista dell’allocazione, la selettività è fondamentale. Gli investitori dovrebbero bilanciare l’esposizione verso mercati ad alta crescita ma molto concentrati, come Taiwan e Corea del Sud, con mercati più resilienti e trainati dalla domanda interna, come Cina e India.”


