Semiconduttori ed elettrificazione. Puntiamo a cogliere le opportunità offerte dalle valutazioni dei titoli growth non legati all’AI. Franz Weis, CIO, Analyst/Portfolio Manager e Managing Director delle strategie azionarie europee di Comgest

 

Il primo semestre 2026 si è articolato in due contesti distinti. Nel primo trimestre, l’escalation geopolitica e il conflitto militare diretto USA-Iran hanno spinto bruscamente al rialzo il Brent. Lo shock energetico ha alimentato timori di stagflazione, spinto al rialzo i tassi e pesato sulle valutazioni delle aziende di crescita.

Nel secondo trimestre il tema dominante è rimasto il conflitto USA-Iran.

Un tratto persistente del semestre è stata una netta biforcazione: i beneficiari del capex IA (semiconduttori e infrastrutture di elettrificazione) hanno performato bene, mentre i presunti “perdenti dell’IA” in software, dati e servizi IT hanno attraversato una vera e propria “SaaSpocalisse”.

Il livello di crescita e momentum nella catena IA fa dubitare della sua sostenibilità: ogni trimestrale sarà un banco di prova, e colli di bottiglia potrebbero deludere, innescando ribassi marcati dato il posizionamento estremo degli investitori. Il punto di domanda di medio periodo per gli investitori resta la monetizzazione dei capitali impiegati.

Restiamo disciplinati e concentrati su società con vantaggi competitivi durevoli, capaci di crescere in diverse condizioni di mercato: abbiamo un’esposizione significativa all’IA ma non esclusiva, poiché puntiamo a diversificare i motori di crescita cogliendo valutazioni interessanti di titoli growth non legati all’IA.

Restiamo focalizzati su temi strutturali quali: elettrificazione (Schneider Electric, Prysmian, Elia, Metso), semiconduttori IA (ASML, ASM International, Infineon), trasformazione agentica delle imprese (SAP, Scout24), invecchiamento demografico e innovazione medica (Straumann, Lonza, Sartorius Stedim Biotech, Galderma), spesa per la difesa (Exosens, RENK) e portata globale dei marchi del lusso europei (Richemont).