Un ritocco al rialzo dei tassi di interesse rappresenta lo scenario più plausibile. I commenti a cura degli esperti di Vontobel, Goldman Sachs e Schroders

Andrew Jackson, Head of Investments, Vontobel
Un’escalation sempre più marcata del conflitto tra Stati Uniti e Iran, con Bab el-Mandeb a rappresentare un nuovo fronte, unita all’ampliarsi degli effetti indiretti sui prezzi in un contesto di continue interruzioni delle catene di approvvigionamento, rende altamente probabile un secondo rialzo dei tassi da parte della BCE a settembre, verso la parte alta dell’intervallo neutrale. Tuttavia, finché rimarranno assenti gli effetti di secondo round sull’inflazione — in particolare una crescita salariale più robusta — e i beni cinesi come veicoli elettrici e pannelli solari continueranno a esercitare una pressione ribassista sui prezzi nei mercati europei, le ragioni per spingere i tassi ulteriormente in territorio restrittivo appaiono limitate.
Simon Dangoor, deputy chief investment officer of Fixed Income and head of Fixed Income Macro investing di Goldman Sachs Asset Management:
“Un aumento dei tassi a settembre rappresenta lo scenario di base più plausibile, alla luce della crescente enfasi posta dalla BCE sui rischi al rialzo per l’inflazione in seguito alla riacutizzazione del conflitto in Medio Oriente e alle conseguenti preoccupazioni per gli effetti di secondo livello. Vi è margine per un ulteriore rialzo nel corso dell’anno qualora i prezzi dell’energia dovessero rimanere elevati.”
Tina Fong, Economist, Strategist, Schroders
Come previsto, la BCE ha lasciato invariati i tassi di interesse. I dati sull’inflazione di giugno hanno offerto un certo sollievo, ma non sono ancora sufficienti perché i responsabili della politica monetaria possano dichiarare conclusa la battaglia contro l’inflazione.Nel complesso, l’inflazione complessiva rimane al di sopra dell’obiettivo del 2% della BCE e la recente comunicazione della banca centrale ha mantenuto un tono relativamente hawkish. Più di recente, la riacutizzazione delle tensioni in Medio Oriente ha fatto risalire i prezzi del petrolio, aumentando il rischio di un’ulteriore crescita dell’inflazione. Anche l’economia dell’Eurozona si è dimostrata a sorpresa resiliente, mentre il pacchetto di stimolo fiscale della Germania dovrebbe fornire un ulteriore sostegno alla crescita nei prossimi mesi.
Alla luce di questi fattori, ci aspettiamo che la BCE aumenti i tassi di interesse di 0,25 punti percentuali a settembre.

