Mattia Vezzola racconta una filosofia che affonda le radici nella Valtènesi: il rosé non è un vino “a metà”, ma l’espressione più autentica di una viticoltura dedicata

 Il rosé non nasce in cantina, ma in vigna. È questa la convinzione che guida da oltre un secolo Costaripa, storica realtà della Valtènesi affacciata sul Lago di Garda, dove la produzione di vini rosati rappresenta una vera cultura del territorio.

“Il vino rosé è solo cultura, che nasce da una viticoltura dedicata, da un’idea di equilibrio tra luce e profumi. La Valtènesi custodisce questa tradizione da 130 anni, a dimostrare che un grande rosé è l’espressione più autentica del rapporto leggero tra il tempo e l’intuizione dell’uomo.”

Con queste parole Mattia Vezzola sintetizza la filosofia che da generazioni definisce l’identità di Costaripa.

RosaMara: il rosé “da sottrazione”

Tra le etichette simbolo della cantina spicca RosaMara, un rosé definito “da sottrazione”: un vino che elimina il superfluo per lasciare spazio all’essenziale. Una ricerca di purezza che si riflette anche nel suo celebre colore cipria, riconosciuto a livello internazionale come simbolo di eleganza, delicatezza e raffinatezza.

Più che una scelta estetica, il RosaMara rappresenta una precisa filosofia produttiva, costruita sull’equilibrio tra natura, tempo e sensibilità umana.

La Valtènesi, culla del grande rosé italiano

Questi vini nascono in un territorio unico, dove il clima mite del Lago di Garda, le brezze costanti e i suoli morenici favoriscono una maturazione lenta delle uve, preservandone freschezza, tensione ed eleganza.

Qui trova la sua espressione più autentica il Groppello Gentile, vitigno autoctono che da circa duemila anni identifica la Valtènesi e contribuisce a definire lo stile dei suoi rosé.

Non è un caso che questo paesaggio abbia ispirato nei secoli figure come Catullo, Goethe, Gustav Klimt, Gabriele D’Annunzio e Maria Callas: personalità attratte dalla bellezza del Garda e dalla profondità culturale di un territorio che continua a raccontarsi attraverso il vino.

Un rosé che nasce da una viticoltura dedicata

Per Costaripa il rosé non può essere considerato un semplice punto d’incontro tra vino bianco e vino rosso. Al contrario, rappresenta una tipologia autonoma, che richiede un territorio vocato, competenze specifiche e una viticoltura progettata fin dall’origine per esaltarne l’identità.

Una visione controcorrente che mette al centro il rapporto tra uomo, territorio e savoir-faire, costruito attraverso generazioni di esperienza.

Secondo questa filosofia, creare un grande rosé significa osservare la natura, interpretarla e accompagnarla senza forzature. Ogni vigneto, ogni esposizione e ogni annata richiedono scelte differenti, nel rispetto dell’equilibrio naturale.

Oltre cento anni di esperienza per costruire uno stile

Per Costaripa, progettare un territorio e sviluppare un metodo produttivo capace di coniugare eleganza, profondità e longevità richiede tempo: almeno tre generazioni.

È proprio questo patrimonio di conoscenze che permette al RosaMara di esprimere una personalità riconoscibile, frutto dell’armonia tra sottosuolo, suolo, sole e lavoro dell’uomo.

Il rosé come espressione culturale della Valtènesi

In questa prospettiva il rosé diventa molto più di un vino: è un racconto di paesaggio, tradizione, ricerca e continuità.

Ogni vendemmia rinnova un sapere costruito nel tempo, dimostrando come memoria e innovazione possano convivere nella stessa filosofia produttiva.

Questa identità prende forma nelle tre principali etichette rosé di Costaripa:

  • RosaMara, simbolo dello stile della cantina, interprete dell’equilibrio tra eleganza, freschezza e profondità.
  • Molmenti, nato nel 1992 per dimostrare la straordinaria capacità evolutiva del rosé e oggi considerato una delle espressioni di riferimento in Europa.
  • Palmargenta, volto più conviviale della produzione, capace di mantenere intatta la stessa filosofia qualitativa che caratterizza l’intera gamma.

Con questa visione, Costaripa continua a sostenere che il grande rosé non sia una moda, ma il risultato di una cultura vitivinicola costruita nel tempo, dove tutto comincia in vigna.