Karin Kunrath, Chief investment officer, Raiffeisen Capital Management

Negli ultimi mesi due temi hanno dominato il contesto di mercato: le tensioni geopolitiche relative all’Iran e allo Stretto di Hormuz, nonché la forte domanda di semiconduttori, chip di immagazzinamento dati e potenza di calcolo per l’intelligenza artificiale (IA).
Per gli investitori ciò significa che i mercati emergenti non costituiscono attualmente un blocco omogeneo, bensì un segmento di mercato caratterizzato da vincitori e vinti molto diversi tra loro.
Mercati azionari spinti dal boom dell’intelligenza artificiale
Per quanto riguarda le azioni, è stato soprattutto il settore tecnologico a trainare maggiormente i corsi. Dopo le flessioni causate dall’escalation geopolitica, molti mercati hanno inizialmente registrato una rapida ripresa.
L’India ha tenuto relativamente bene grazie alla solida domanda interna, mentre altri mercati – come ad esempio il Brasile o l’Indonesia – hanno sofferto a tratti a causa delle fluttuazioni valutarie, delle difficoltà politiche o di un minore interesse da parte degli investitori.
Tuttavia, Taiwan e la Corea del Sud hanno registrato un andamento particolarmente positivo, poiché ospitano aziende chiave dell’industria globale dei semiconduttori e dei chip di immagazzinamento-dati.
Il boom degli investimenti nei settori dei semiconduttori, dei data center e dell’hardware per l’intelligenza artificiale sostiene i loro utili e attira capitali internazionali. Non da ultimo per questo motivo, nel secondo trimestre le azioni dei mercati emergenti hanno in parte ottenuto risultati nettamente migliori rispetto a molti mercati azionari sviluppati.
Questo andamento presenta però un rovescio della medaglia: il rally è molto concentrato. Gran parte dei guadagni dell’indice è attribuibile a pochi titoli tecnologici asiatici come TSMC, Samsung Electronics e SK Hynix. Di conseguenza, a prima vista gli indici dei mercati emergenti possono sembrare più forti di quanto non sia in realtà la situazione generale del mercato. Molti paesi e settori hanno finora partecipato solo in misura limitata al movimento al rialzo.
Le recenti battute d’arresto in Corea e in altri titoli del settore dei semiconduttori, che in precedenza avevano registrato forti rialzi, dimostrano inoltre quanto questi pesi massimi degli indici possano influire anche in senso opposto, quando gli investitori realizzano profitti o rivalutano le valutazioni. Ciò non va necessariamente a sfavore del trend a lungo termine legato all’intelligenza artificiale, ma evidenzia chiaramente che le aspettative nei confronti di queste aziende sono ormai molto elevate.
Obbligazioni dei mercati emergenti: i proventi da interessi offrono un sostegno
Sui mercati obbligazionari dei paesi emergenti si è registrata una maggiore cautela, soprattutto perché l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi ha lasciato il segno anche in questo contesto. Il conflitto con l’Iran e la limitazione, a tratti massiccia, dell’utilizzo dello Stretto di Hormuz hanno inizialmente determinato un aumento dei premi di rischio, un rialzo dei rendimenti e un calo dei prezzi, soprattutto nei paesi fortemente dipendenti dalle importazioni di energia. Successivamente, le speranze di una distensione e di una parziale normalizzazione delle rotte di trasporto hanno riportato la situazione alla calma.
Per quanto riguarda le obbligazioni in valuta forte, emesse per lo più in dollari statunitensi o in euro, i premi di rischio si sono nuovamente ridotti. A trarne vantaggio sono stati in particolare gli emittenti con rendimenti più elevati e che in precedenza avevano subito forti pressioni.
Le obbligazioni in valuta locale hanno registrato un andamento più stabile, anche perché negli ultimi anni molte banche centrali dei paesi emergenti hanno reagito all’inflazione in modo tempestivo e deciso. I proventi da interessi correnti, il cosiddetto “carry”, continuano a rappresentare un importante contributo al rendimento. Per gli investitori è tuttavia fondamentale distinguere tra Stati solidi con una politica monetaria credibile e paesi più vulnerabili caratterizzati da un elevato indebitamento, una valuta debole o instabilità politica.
Cogliere le opportunità, ma senza perdere di vista i rischi
I titoli azionari dei mercati emergenti continuano quindi a offrire buone opportunità di rendimento grazie alla crescita tecnologica, all’aumento della domanda interna e alla riorganizzazione delle catene di approvvigionamento. Allo stesso tempo, la dipendenza da pochi grandi titoli tecnologici rappresenta un rischio crescente. Le recenti correzioni dei corsi dei titoli coreani del settore dei chip dimostrano che nemmeno le tendenze forti a lungo termine proteggono da battute d’arresto temporanee, quando le aspettative sono molto elevate o gli investitori decidono di realizzare i profitti.
A favore delle obbligazioni dei mercati emergenti giocano i solidi rendimenti correnti e il miglioramento dei fondamentali di molti paesi; tuttavia, i rischi geopolitici, i prezzi dell’energia e le fluttuazioni valutarie rimangono fattori di pressione significativi. Per gli investitori in euro, inoltre, l’andamento del dollaro statunitense riveste un ruolo importante, poiché può influenzare in modo significativo la performance degli investimenti internazionali nei mercati emergenti.
Conclusione
I mercati emergenti hanno recentemente dimostrato una notevole resilienza, ma le differenze tra regioni, settori e classi di attivo sono notevoli. Taiwan e la Corea del Sud continuano a beneficiare del boom dell’intelligenza artificiale, ma ultimamente hanno dovuto far fronte anche a notevoli battute d’arresto nei titoli del settore dei chip, caratterizzati da valutazioni elevate. Alcuni esportatori di materie prime traggono vantaggio dalla transizione energetica, mentre mercati selezionati beneficiano della riorganizzazione delle catene di approvvigionamento globali. Allo stesso tempo, le tensioni geopolitiche, le fluttuazioni valutarie e l’elevata concentrazione in titoli singoli di peso nell’indice rimangono rischi fondamentali. Un’ampia diversificazione, con una selezione oculata di singoli paesi, settori e società, rimane quindi fondamentale.

