Le analisi a cura di Christian Scherrmann, Chief U.S. Economist di DWS, e Bradford Smith, portfolio manager di Janus Henderson

Christian Scherrmann, Chief U.S. Economist di DWS
A luglio, le nuove assunzioni sono diminuite di 23.000 unità, contro un aumento atteso di 80.000. La crescita occupazionale è stata rivista al ribasso per un totale complessivo di 103.000 unità negli ultimi due mesi. Le perdite di posti di lavoro si sono concentrate nel settore pubblico (-53.000), nel comparto tempo libero e ospitalità (-40.000) e nelle attività finanziarie (-14.000). I soli settori principali che hanno registrato guadagni significativi sono stati la sanità (+23.000) e le costruzioni (+22.000), quest’ultimo prevalentemente nel comparto non residenziale.
Il tasso di disoccupazione è sceso dal 4,2% al 4,1%, sostenuto dal calo del tasso di partecipazione alla forza lavoro, passato dal 61,5% al 61,4%. Il numero di disoccupati è rimasto ampiamente invariato, a 6,9 milioni di americani. La crescita salariale si è ulteriormente moderata: la retribuzione oraria media è scesa al 3,2% su base annua, dal 3,4% precedente, un dato coerente con l’attenuazione delle pressioni inflazionistiche.
Il report ha inviato un messaggio chiaramente accomodante ai banchieri centrali. Una contrazione simultanea della domanda e dell’offerta di lavoro segnala di norma un rallentamento dell’attività economica. Se da un lato alcuni lavoratori potrebbero essere scoraggiati dalla ricerca di un impiego, anche i cambiamenti demografici e i minori flussi migratori giocano un ruolo. Sul lato della domanda, le aziende sembrano mostrarsi più caute mentre gestiscono l’aumento dei costi degli input, probabilmente sempre più difficili da trasferire sui prezzi finali. In alternativa, potrebbero essere impegnate a rivalutare il proprio fabbisogno di personale alla luce dell’AI.
Attraverso la lente della filosofia dei “mercati efficienti” del presidente della Fed Kevin Warsh, la reazione iniziale dei mercati suggerisce che la Fed manterrà probabilmente i tassi invariati nella prossima riunione, piuttosto che aumentarli. Resta tuttavia incerto come la nuova Fed reagirà al crescente rischio di uno scenario simile alla stagflazione. I dati confermano ancora una volta la nostra previsione di un’assenza di variazioni dei tassi di riferimento per quest’anno, sebbene il rischio politico resti presente.
Bradford Smith, portfolio manager di Janus Henderson
Il report sul mercato del lavoro USA ha registrato un calo deludente pari a -23 mila unità, a fronte delle previsioni di consenso degli economisti che si aspettavano un aumento di 80 mila. Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,1% dal precedente 4,2%. Considerata la recente attenzione rivolta alla Fed e alla sua credibilità nella lotta all’inflazione, questi dati riportano alla ribalta alcuni interrogativi sul mercato del lavoro e alleggeriscono la pressione su Warsh affinché proceda ad aumenti dei tassi.
La curva dei rendimenti dei Treasury sta registrando un irripidimento rialzista in risposta a questi dati, indicando che il mercato è meno certo che la Fed proceda a un rialzo dei tassi quest’anno. Nonostante un dato debole sull’occupazione, l’economia rimane forte e gli utili societari restano molto solidi, come evidenziato dalla forte crescita osservata nelle relazioni sugli utili di questo trimestre provenienti dal settore privato. La volatilità dei dati sul mercato del lavoro è diventata una costante, inducendo la Fed ad attribuire meno peso su un singolo dato.

