Darrell Spence, economista di Capital Group

La crescita economica globale è sotto pressione a causa del conflitto in Medio Oriente, dell’aumento dei prezzi del petrolio e delle persistenti tensioni commerciali. Tuttavia, finora un potente motore è riuscito a compensare ampiamente questi fattori: gli investimenti legati all’intelligenza artificiale.

Il boom dell’intelligenza artificiale è considerato talmente significativo che, anche se l’attività in tutti gli altri settori dovesse azzerarsi, la crescita economica rimarrebbe comunque in territorio positivo, soprattutto negli Stati Uniti.
Molto dipenderà dalla stabilizzazione della situazione in Medio Oriente, dall’intensificarsi delle pressioni inflazionistiche, dall’indebolimento dei fondamentali dei consumatori e dal fatto che il boom dell’IA continui oppure perda slancio. Le diverse forze economiche sono attualmente in equilibrio e potrebbe essere necessario del tempo prima che emerga una direzione più chiara.
In Europa potrebbe verificarsi uno shock stagflazionistico entro la fine dell’anno, poiché l’aumento dei prezzi dell’energia rischia di frenare l’attività economica. Tuttavia, lo scenario previsto appare molto meno severo rispetto a quello del 2022, grazie soprattutto alla maggiore solidità del settore manifatturiero e a una politica fiscale più espansiva in Germania.
Il Vecchio Continente potrebbe inoltre beneficiare della presenza di importanti poli di innovazione. La regione ospita aziende tecnologiche, marchi del settore dei consumi e società di pubblica utilità competitivi a livello globale, ben posizionati per contribuire alla crescita economica e attrarre investimenti.
In Asia, sebbene il rallentamento del mercato immobiliare e la debolezza delle esportazioni abbiano pesato sull’economia cinese, stanno emergendo i primi segnali di una ripresa.
Nonostante i venti contrari derivanti dal conflitto in Medio Oriente, l’India sta iniziando a beneficiare della crescita delle esportazioni di prodotti manifatturieri e dell’aumento degli investimenti. Mentre la Cina continua a spostarsi verso produzioni a maggiore valore aggiunto, l’India ha un’opportunità concreta di ampliare la propria base esportatrice e rafforzare il proprio ruolo nelle catene globali di approvvigionamento.

