I corporate bond investment grade (IG) hanno registrato un rendimento dell’1,8% nel secondo trimestre. Flavio Carpenzano, Asset Class Lead Fixed Income, Europe e Asia di Capital Group

La forte domanda da parte degli investitori ha assorbito gli elevati volumi di nuove emissioni sia negli Stati Uniti sia in Europa, con giugno che ha segnato il mese più intenso di sempre per le emissioni di obbligazioni investment grade sul mercato statunitense.

Il conflitto con l’Iran ha pesato a tratti sul sentiment nel corso del trimestre, ma i mercati del credito hanno recuperato rapidamente terreno con l’allentarsi delle tensioni e il miglioramento della propensione al rischio. A fine trimestre, gli spread investment grade si erano nuovamente compressi, riportandosi su livelli prossimi ai minimi pluriennali.

I fondamentali delle società sono rimasti solidi. I bilanci aziendali continuano a presentare, nel complesso, una buona qualità, le aspettative di default restano contenute e molti emittenti continuano a generare robusti flussi di cassa.

Il trimestre ha inoltre evidenziato la crescente influenza dell’intelligenza artificiale sulle attività di finanziamento delle imprese, con le principali società tecnologiche che hanno fatto ricorso ai mercati obbligazionari globali per finanziare ingenti investimenti in conto capitale (CapEx) legati allo sviluppo dell’AI. Allo stesso tempo, l’intensa attività di fusioni e acquisizioni (M&A), le esigenze di rifinanziamento e gli investimenti infrastrutturali hanno contribuito ad aumentare i volumi di emissione in numerosi settori e aree geografiche.

Le condizioni tecniche di mercato hanno continuato a rappresentare uno dei principali fattori di sostegno della performance. Nel corso del trimestre gli afflussi verso i fondi investment grade sono aumentati, grazie all’attrattività dei rendimenti complessivi (“all-in yields”) e alle caratteristiche difensive del credito di elevata qualità.

La domanda è rimasta robusta in tutto il segmento investment grade, inclusi gli emittenti del comparto utility, mentre gli elevati volumi di nuove emissioni sono stati assorbiti senza particolari tensioni. Nonostante i timori che un’offerta record potesse determinare un ampliamento degli spread, la forte domanda degli investitori e condizioni tecniche favorevoli hanno mantenuto gli spread su livelli storicamente contenuti.

Gli attuali livelli di rendimento offrono un significativo margine di protezione contro un moderato ampliamento degli spread e rappresentano una solida base per i rendimenti futuri. Le aspettative di nuove emissioni rimangono elevate, sostenute dalle esigenze di rifinanziamento, dagli investimenti legati all’intelligenza artificiale e dalla persistente attività societaria.

Gli sviluppi geopolitici, l’evoluzione dell’inflazione e le preoccupazioni di natura fiscale continuano tuttavia a rappresentare potenziali fonti di volatilità, soprattutto qualora dovessero esercitare nuove pressioni al rialzo sui rendimenti dei titoli di Stato.

Nonostante ciò, i corporate bond globali continuano a offrire una combinazione interessante di reddito, resilienza e diversificazione all’interno dei portafogli obbligazionari.

In prospettiva, i rendimenti saranno sempre più determinati dalla capacità di generare reddito cedolare e dalla selezione dei singoli emittenti. Sebbene gli spread siano tornati su livelli storicamente contenuti, l’asset class continua a beneficiare di fondamentali societari solidi, di una domanda sostenuta da parte degli investitori e di un rischio di default relativamente basso.

In questo contesto, i corporate bond investment grade continuano a rappresentare un pilastro strategico dei portafogli, offrendo un interessante profilo di rendimento corretto per il rischio e contribuendo ad affrontare con maggiore resilienza le fasi di incertezza dei mercati.