PMI2Change: quasi 70 milioni di euro raccolti in due mesi per l’ETF sulle eccellenze quotate di Piazza Affari. È un segnale di fiducia verso le imprese che rappresentano la spina dorsale del tessuto produttivo italiano, in una fase in cui il mercato cerca nuove strade per riportare capitali verso l’economia reale. A due mesi dal debutto, Investlinx Intermonte Valore Italia Active PIR UCITS, l’ETF lanciato dal gruppo Banca Generali nell’ambito dell’iniziativa PMI2Change, ha già superato i due terzi del primo target, fissato a 100 milioni di euro.
Il risultato è particolarmente significativo se letto nel contesto in cui è maturato: un quadro macroeconomico ancora incerto e un periodo estivo tradizionalmente poco favorevole per scambi e flussi sui mercati finanziari.
Il progetto della banca del Leone nasce dalla crescente consapevolezza che le PMI, per raccogliere le risorse necessarie a esprimere pienamente il proprio potenziale di crescita e creazione di valore, devono poter considerare la Borsa un approdo attrattivo e remunerativo. Eppure, nonostante la loro rilevanza per il Sistema-Paese, a Piazza Affari queste aziende continuano a soffrire una storica carenza di liquidità e visibilità presso gli investitori. Per colmare questo divario sono in fase di avvio alcuni interventi strutturati, tra cui il FNSI gestito da Cassa Depositi e Prestiti.
PMI2Change ha fatto da apripista, prendendo il via lo scorso 1° luglio, con l’obiettivo di favorire l’incontro tra risparmio privato e imprese quotate ad alto potenziale, con l’ambizione di creare un ecosistema capace di sostenerne la crescita attraverso maggiori investimenti e una più ampia partecipazione del mercato.
L’indice Intermonte Valore Italia
Al centro dell’iniziativa c’è l’indice Intermonte Valore Italia, composto da 100 società selezionate secondo rigorosi criteri di governance, solidità finanziaria e adeguato flottante. Il paniere offre una fotografia dell’economia reale italiana diversa da quella dei tradizionali indici di mercato, con una forte presenza di industria, tecnologia, salute e beni di consumo discrezionali.
Su questo benchmark si fonda il primo ETF attivo e PIR compliant dedicato alle PMI italiane: uno strumento che combina i benefici fiscali dei Piani Individuali di Risparmio con la flessibilità e la liquidità di un ETF quotato. Intermonte, in qualità di investment manager, seleziona le società più solide, caratterizzate da vantaggi competitivi difendibili e dalle migliori prospettive di crescita di ricavi, utili e margini.
L’obiettivo del progetto, infatti, va oltre la semplice raccolta, stimata a 500 milioni di euro nel medio termine. La finalità è innestare un meccanismo virtuoso in cui l’afflusso di nuovi capitali possa tradursi in un aumento della liquidità dei titoli in portafoglio e contribuire a ridurre gradualmente lo sconto valutativo che caratterizza una parte importante del listino italiano.
I risultati ottenuti finora riflettono la visione positiva di Intermonte sul comparto delle mid e small cap italiane, che continua a offrire valutazioni interessanti sia rispetto alle large cap domestiche sia rispetto ai principali comparabili europei.
Anche l’andamento del mercato sembra confermare questa lettura: nell’ultimo mese l’indice FTSE Italia Small Cap ha registrato una performance superiore a quella del mercato principale (+2,6% contro +0,7%), mentre la liquidità del comparto ha mostrato un progressivo miglioramento. È il possibile segnale di un cambio di passo nella percezione delle eccellenze imprenditoriali italiane. Dopo anni di marginalità nei flussi finanziari, il segmento torna a beneficiare di una crescente attenzione e si candida come una delle aree più interessanti per intercettare la crescita dell’economia reale italiana.

