Guillermo Felices, global investment strategist di PGIM Credit

A seguito della pandemia di COVID, dell’invasione russa dell’Ucraina e dell’ultima crisi in Medio Oriente, shock dell’offerta più ampi e frequenti sembrano destinati a rappresentare il nuovo regime. Se questi shock sono negativi, si traducono in un’inflazione più elevata e volatile. Le banche centrali saranno probabilmente più reattive, contribuendo a smorzare le aspettative di inflazione a lungo termine. Questo crea un contesto favorevole per l’investimento in attività a reddito fisso.

La prima implicazione di politica monetaria è che le banche centrali preferiranno mantenere opzionalità, risultando più riluttanti a impegnarsi su un determinato percorso dei tassi e propense a cambiare rotta al mutare dei fatti.
Una seconda implicazione è che, con tassi più vicini al livello neutrale, le banche centrali si allontaneranno dalla forward guidance come strumento per mantenere i tassi bassi a tempo indeterminato.
Infine, poiché l’inflazione si discosterà dall’obiettivo per periodi più lunghi, le banche centrali dovranno essere più attive per dimostrare il proprio impegno sulla stabilità dei prezzi.
Questo contesto di inflazione persistentemente superiore all’obiettivo potrebbe portare a un disancoraggio asimmetrico delle aspettative verso l’alto. Le banche centrali potrebbero reagire alle deviazioni di breve termine per evitare il consolidamento dell’inflazione, rendendo necessari aggiustamenti più decisi. Un ancoraggio efficace potrebbe tradursi in cicli dei tassi più brevi, maggiore volatilità sulla parte breve della curva e, di conseguenza, su quella lunga.
Tuttavia, l’incertezza sull’inflazione rappresenta una componente del premio a termine. Banche centrali credibili possono influenzare la parte lunga comprimendo le aspettative di inflazione. Le implicazioni per i mercati sono due: senza forward guidance la volatilità sarà maggiore; la volatilità sulla parte breve sarà superiore a quella sulla parte lunga. Il periodo post-pandemico mostra come il tasso di inflazione di pareggio sia sceso rapidamente con i rialzi aggressivi della Fed nel 2022.
Un’altra componente del premio a termine riguarda gli squilibri tra domanda e offerta nei mercati obbligazionari. Con tassi non più al limite inferiore, i bilanci delle banche centrali si stanno contraendo. L’esperienza suggerisce che:
-La contrazione dei bilanci è risultata sostanzialmente neutrale nella pratica.
-I nuovi strumenti di liquidità (come lo Short Term Repo della Bank of England) mostrano efficacia come valvole di sicurezza.
-Il principio della formazione dei prezzi non è venuto meno, con le banche centrali che puntano a un’impronta contenuta agendo da prestatori di ultima istanza.
Parallelamente, gli uffici di gestione del debito pubblico hanno ridotto le emissioni sulla parte più lunga della curva orientandosi verso scadenze più brevi, contenendo i rendimenti a lungo termine. L’aggiustamento dell’offerta con domanda resiliente limita la volatilità sulla parte lunga.
In definitiva, l’impegno delle banche centrali per la stabilità dei prezzi, la gestione efficiente del debito e fondamentali solidi prevalerà sull’impatto dei bilanci ridotti. Il nuovo scenario sarà caratterizzato da maggiore volatilità dei tassi a breve e rendimenti a lungo termine più elevati ma all’interno di un intervallo ristretto: un contesto particolarmente interessante per il reddito fisso.

