Benoit Anne, Senior Managing Director and Head of Market Insights di MFS IM

È come se fossimo nel 1951! La redditività delle aziende statunitensi ha raggiunto livelli da record. Se mai avessimo avuto bisogno di ulteriori prove della formidabile salute del settore aziendale statunitense, queste sono arrivate con la seconda pubblicazione del PIL statunitense relativo al secondo trimestre del 2026, avvenuta la scorsa settimana.
Abbiamo appreso che i margini di profitto a livello dell’intera economia sono saliti al 19,6%, il livello più alto dal 1951.
All’epoca, l’economia statunitense godeva di una forte ripresa postbellica, trainata principalmente da un forte aumento della domanda dei consumatori e della spesa pubblica, un contesto macroeconomico difficile da eguagliare. Non solo i margini di profitto nel secondo trimestre sono stati impressionanti, ma anche la crescita degli utili è stata straordinaria, registrando un tasso di crescita su base annua del 22,4%. Questo contesto ha indicato in generale una continua resilienza delle condizioni di crescita negli Stati Uniti.

Il dato previsionale sul PIL della Fed di New York, una stima della crescita del PIL basata su dati ad alta frequenza, si attesta comodamente al di sopra del 2%, mentre gli indicatori di fiducia delle imprese hanno registrato una sostanziale ripresa. Solo un anno fa, i dati “soft” – ovvero le indagini e gli indicatori di fiducia – segnalavano ancora elevati rischi di rallentamento. Questo non sembra più possibile.
Nel complesso, riteniamo che il contesto macroeconomico fondamentale continui a favorire l’esposizione agli asset di crescita, ma naturalmente, nell’ambito di un processo di investimento più ampio, occorre prestare attenzione anche ad altri fattori, tra cui gli indicatori di valutazione.

