
Fondi&Sicav ha parlato con Virginia Borla, amministratrice delegata e direttrice generale di Intesa Sanpaolo Assicurazioni, come sta cambiando in Italia la consapevolezza che il welfare pubblico debba essere affiancato debba essere affiancato da strumenti assicurativi privati.
Pandemia, invecchiamento della popolazione, crisi economiche sono tutti elementi che dovrebbero spingere le persone a considerare più seriamente la protezione personale. Quali sono le dinamiche in atto?
Stiamo vivendo una fase di grandi trasformazioni demografiche e sociali. L’aumento dell’aspettativa di vita comporta anche la necessità di vivere meglio e disporre delle risorse necessarie per affrontare una fase della vita sempre più estesa. L’Italia è, infatti, uno dei Paesi europei con la maggiore longevità, con una speranza di vita che supera complessivamente gli 83 anni arrivando a 85,7 anni per le donne.
Parallelamente assistiamo a una riduzione delle nascite e a una progressiva trasformazione della struttura familiare. Nel 2025 le nascite hanno registrato un nuovo minimo storico, attestandosi a circa 355 mila (oltre 170 mila in meno rispetto a trent’anni fa) con il tasso di fecondità sceso a 1,14 figli per donna, tra i livelli più bassi d’Europa. La combinazione tra il calo della natalità e l’allungamento della vita media sta modificando profondamente l’equilibrio tra generazioni, riducendo la popolazione in età lavorativa e aumentando il peso della componente anziana. Entro il 2050 si stima che ci saranno due persone anziane ogni tre persone potenzialmente attive. Sono tutti aspetti che rendono ancora più importante costruire strumenti di protezione individuali e familiari.
Eventi imprevedibili possono incidere sulla salute, sul lavoro e sui risparmi delle persone. Tutto questo rafforza l’esigenza di integrare il welfare pubblico con strumenti privati in grado di offrire supporto, assistenza e continuità economica nei momenti di difficoltà.
Quali sono i rischi che le famiglie, i singoli individui e le imprese tendono a sottovalutare?
Le famiglie dovrebbero valutare attentamente come affrontare i rischi legati alla salute, alla perdita di autosufficienza e alla sostenibilità economica del lungo periodo. Viviamo più a lungo, ma una maggiore longevità comporta nuovi bisogni di assistenza, cure e integrazione previdenziale.
Proprio su quest’ultimo fronte emerge un ritardo significativo: meno del 40% della forza lavoro italiana aderisce a una forma di previdenza complementare e la percentuale scende al 29% considerando solo chi versa contributi. Un dato che evidenzia quanto sia importante accrescere la consapevolezza e costruire per tempo una pensione integrativa.
Anche la protezione del reddito rimane un tema spesso trascurato: un evento, temporaneo o permanente, che impedisca di lavorare può avere effetti molto rilevanti sulla stabilità economica di una famiglia. In questi casi una copertura adeguata fa una differenza decisiva.
Per le imprese, vediamo ancora una sottovalutazione del rischio cyber e di quello climatico, soprattutto tra le piccole e medie aziende. Ricordo spesso che nessun imprenditore lascerebbe il proprio capannone senza protezioni, pensando di risparmiare, eppure molti considerano il rischio cyber un problema che riguarda altri, anche se la frequenza di questi incidenti continua ad aumentare ogni anno in modo significativo. Sul fronte climatico, i livelli di copertura contro gli eventi catastrofali restano molto contenuti. Nel 2025 soltanto il 15% delle imprese risulta coperto contro questi rischi, nonostante l’introduzione dell’obbligo assicurativo. Più in generale, la situazione non migliora nel comparto residenziale, dove appena il 7% delle unità abitative italiane dispone di una copertura contro le calamità naturali. Sono percentuali particolarmente basse, soprattutto considerando che fenomeni un tempo ritenuti eccezionali stanno diventando sempre più frequenti.
Ci sono differenze nell’approccio assicurativo tra una piccola e una grande azienda?
Certamente. Le grandi imprese dispongono generalmente di strutture dedicate alla gestione del rischio e considerano l’assicurazione parte integrante della strategia aziendale.
Le piccole e medie imprese, invece, non sempre dispongono delle stesse competenze interne e rischiano di sottovalutare come una polizza possa – oltre a risarcire un danno – contribuire a garantire anche la continuità operativa, il pagamento degli stipendi, l’adempimento delle commesse e la tutela della reputazione aziendale.
La vera sfida è accompagnare le PMI verso una maggiore consapevolezza, rendendo evidente il valore strategico della gestione preventiva dei rischi.
Come affrontare la scarsa educazione finanziaria e assicurativa del nostro Paese?
È necessario un lavoro coordinato tra istituzioni, scuole, imprese e associazioni di categoria per diffondere in modo coerente una maggiore cultura del rischio e della prevenzione, soprattutto partendo dai casi concreti e dalla vita quotidiana.
In Intesa Sanpaolo Assicurazioni siamo da anni impegnati su questi temi, attraverso diverse iniziative rivolte, in particolare, ai giovani. Area X il nostro centro esperienziale di Torino, dedicato alla diffusione della cultura assicurativa attraverso laboratori, contenuti digitali, attività per scuole e famiglie ed esperienze interattive. Dal 2019, Area X ha coinvolto oltre 12.000 visitatori e generato più di 6,5 milioni di visualizzazioni di contenuti digitali, contribuendo a diffondere maggiore consapevolezza sui bisogni di protezione e sulle scelte informate.
Se dovesse dare un consiglio a chi oggi ha solo coperture assicurative obbligatorie, quale sarebbe?
Il mio consiglio sarebbe di partire da una domanda molto semplice: cosa accadrebbe alla mia famiglia, ai miei progetti e al mio patrimonio se domani si verificasse un evento imprevisto? Le coperture assicurative aiutano ad affrontare eventi inattesi senza compromettere risparmi e obiettivi di vita. Sono strumenti che tutelano il patrimonio, ma anche la serenità personale e familiare.
Suggerirei inoltre di iniziare da giovani: questo consente generalmente di accedere a condizioni più favorevoli e di costruire gradualmente un percorso che accompagni tutte le fasi della vita, dalla protezione del reddito alla salute, dalla formazione di una famiglia alla previdenza. Spesso basta un piccolo importo per costruire in modo responsabile il proprio futuro.

