Una BCE vigile. Quello previsto per settembre potrebbe essere l’ultimo rialzo: la partita si gioca sull’inflazione core. I commenti di Pimco, AllianzGI e Vontobel in vista della riunione fissata per domani

Konstantin Veit, Portfolio Manager di Pimco

Riteniamo che, nella riunione di settembre, la BCE aumenterà il tasso di deposito (DFR) di 25 punti base, portandolo al 2,5%.

Dopo settembre, prevediamo una pausa prolungata, anche se eventuali rischi emergenti per le aspettative di inflazione potrebbero spingere la BCE a proseguire la sua politica di aumento dei tassi.

Se la BCE riuscirà effettivamente a concludere la sua campagna di rialzi al 2,5%, riteniamo che mirerà a preservare il prezioso margine di manovra della politica monetaria convenzionale e che difficilmente invertirà la rotta dei rialzi l’anno prossimo.

Eventuali ulteriori rialzi porterebbero il DFR al di sopra del limite superiore delle stime del tasso neutrale della BCE e richiederebbero probabilmente un nuovo shock energetico, l’evidenza di effetti di secondo ordine sui salari o un disancoraggio delle aspettative di inflazione – attualmente nulla di tutto ciò trova riscontro nei dati.

L’inflazione raggiungerà probabilmente un picco intorno al 3,5% nella seconda metà di quest’anno. L’inflazione core è salita a circa il 2,5% ed è probabilmente anch’essa vicina al picco. Prevediamo che le nuove proiezioni della BCE indichino un’inflazione headline leggermente più elevata per il 2027, con la traiettoria dell’inflazione core sostanzialmente invariata.

Nel complesso, l’economia dell’Eurozona si è dimostrata più resiliente del previsto, con il settore privato che ha mantenuto la propria resilienza di fronte allo shock energetico.

Michael Krautzberger, CIO Public Markets di Allianz Global Investors

Ci aspettiamo che la Banca Centrale Europea proceda a un secondo rialzo dei tassi nella riunione del 10 settembre, portando il tasso sui depositi al 2,5%.

Una crescita e un’inflazione superiori alle previsioni potrebbero mantenere sul tavolo l’ipotesi di ulteriori rialzi, ma per il momento appare improbabile un ciclo di inasprimento monetario aggressivo.

Questo scenario sostiene anche nell’Eurozona la tendenza globale verso curve dei rendimenti più ripide, sulla scia di buoni dati di crescita nominale e di una maggiore offerta di titoli obbligazionari.

Gregor Kapferer, Head of Developed Markets Debt, Vontobel

Ci aspettiamo che la BCE aumenti i tassi di interesse di 25 punti base e il mercato concorda, poiché le aspettative incorporano una probabilità vicina al 99% in vista della riunione. L’aspetto più interessante saranno le previsioni aggiornate per il periodo 2026-2028.

L’obiettivo principale della BCE è la stabilità dei prezzi. Di conseguenza, i dati sull’inflazione e, soprattutto, i dettagli sottostanti a tali dati avranno il peso maggiore nel processo decisionale. In particolare, il Consiglio direttivo si concentrerà sulla persistenza delle pressioni sui prezzi generate dall’energia, su eventuali segnali di effetti di secondo impatto e sull’evoluzione delle aspettative di inflazione.

Ci aspettiamo che la BCE presenti previsioni aggiornate che riflettano una crescita più robusta nel breve termine e un’inflazione complessiva più elevata. La situazione in Medio Oriente, e in particolare il suo impatto sui prezzi dell’energia, continua a essere un fattore chiave alla base delle prospettive di maggiore inflazione. Ci aspettiamo pertanto che la BCE sottolinei in modo particolare la natura legata all’offerta dell’aumento dell’inflazione, monitorandone attentamente la persistenza e il rischio di effetti di secondo impatto.