Investimenti: “Bisogna saper scegliere in tempo” canta Francesco Guccini che se ne è andato in agosto: una riflessione esistenziale che è anche una utile regola finanziaria. Carlo Benetti, Market Specialist di GAM

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Parole che raccontano una verità semplice quanto universale: il tempo non aspetta, le decisioni rinviate finiscono spesso per essere decisioni prese dagli eventi (“… non arrivarci per contrarietà” prosegue infatti il testo della canzone). Nell’attuale contesto dei mercati, diminuire l’esposizione al mercato americano e al settore tecnologico a favore dei mercati europei ed emergenti non significa negare la forza della “Costante di Siegel”, che sostiene la superiorità dell’investimento azionario nel lungo periodo. Tuttavia, alla luce delle attuali valutazioni, le aspettative di rendimento futuro vanno necessariamente ridimensionate, la diversificazione deve estendersi a classi di attivo decorrelate, capaci di offrire fonti alternative di rendimento e una maggiore resilienza del portafoglio.

In questo contesto di equilibri periclitanti, si pone la questione centrale per l’investitore: nel prossimo futuro potremo valutare se il rialzo dei rendimenti obbligazionari sia il riflesso di una crescita economica sana e sostenibile oppure se, al contrario, avranno avuto ragione i bond vigilantes e le loro preoccupazioni su un’inflazione persistente e livelli di debito pubblico sempre meno sostenibili.

Per gli investitori il problema resta sempre il medesimo, prendere decisioni oggi senza avere idea di cosa potrà accadere domani.

Diversificazione e pazienza rappresentano gli antidoti più efficaci all’incertezza. La complessità suggerisce al risparmiatore di adottare lo stesso atteggiamento del buon tennista amatoriale: controllare il gioco, evitare di assumere rischi eccessivi e, soprattutto, cercare di non perdere punti.

Una seconda raccomandazione è quella di evitare di controllare troppo di frequente le posizioni in portafoglio. Confrontare spesso i risultati con l’andamento dei mercati nel breve periodo alimenta inquietudine e può indurre a decisioni che, nel lungo termine, si rivelano sbagliate. È un consiglio controintuitivo, ma può essere seguito tenendo a mente il vero obiettivo del risparmio: non vincere la gara con gli indici, bensì costruire con pazienza le condizioni per la serenità finanziaria nel tempo.

Ultimo consiglio: stare alla larga dalle previsioni.