Akram Gharbi, Head of High Yield, Convertibles & Emerging Credit di Crédit Mutuel AM (parte del gruppo La Française)

Nel segmento high yield, i premi per il rischio (spread) si sono collocati tra 250 e 350 punti base in Europa e tra 275 e 360 punti base negli Stati Uniti. Il carry è stato il principale contributo alla performance dell’asset class nel primo semestre dell’anno, mentre l’aumento dei tassi di interesse (conseguenza della guerra e del rialzo dei prezzi delle materie prime) ha avuto un impatto molto negativo sulla performance. L’high yield dei mercati emergenti, e in particolare il credito latinoamericano, ha sovraperformato tutte le altre aree geografiche grazie all’elevato peso dei titoli del settore energetico. La performance migliore nel periodo è stata registrata dalle obbligazioni convertibili, salite del 20% negli Stati Uniti e dell’8% in Europa, a fronte di una performance compresa tra l’1% e il 2,5% per le obbligazioni high yield.
I fondamentali delle società sono rimasti solidi, sostenuti da livelli di leva finanziaria ben gestiti, che hanno contribuito a mantenere stabili i tassi di default complessivi. Solo i mercati emergenti hanno fatto eccezione a questa tendenza, registrando un lieve aumento dei default. Infine, in previsione di un possibile inasprimento prolungato delle condizioni finanziarie, le aziende si sono rivolte al mercato primario per rifinanziarsi.
Questa tendenza ha portato i volumi lordi di emissione ai massimi degli ultimi quattro anni, con un’attività altrettanto vivace in Europa e negli Stati Uniti. Ora quindi le esigenze di rifinanziamento sono limitate. Inoltre, nonostante i conflitti geopolitici, il quadro macroeconomico rimane abbastanza favorevole per le imprese: un elemento positivo per i tassi di default. Anche il carry rimane storicamente interessante, considerato il livello dei tassi risk-free.

Tuttavia, ci avviciniamo all’inizio dell’autunno con una certa cautela, alla luce dell’accumularsi di fattori di rischio quali il conflitto in Medio Oriente; le pressioni sui tassi di interesse globali, con l’aumento dei premi a termine; e gli interrogativi sul finanziamento dell’ecosistema delle società legate all’AI negli Stati Uniti, a fronte di un forte aumento dei livelli di debito delle società interessate.
Un’altra questione chiave che si presenterà all’inizio del nuovo anno finanziario sarà quella del rischio politico in Europa, legato alle prossime elezioni francesi. L’aumento delle incertezze economiche e geopolitiche porterà a un inasprimento delle condizioni finanziarie sia in Europa che negli Stati Uniti (i tassi di interesse reali hanno raggiunto il 2,5% su entrambe le sponde dell’Atlantico), che potrebbe incidere sulle valutazioni degli asset più rischiosi.
Per quanto riguarda le obbligazioni convertibili, manteniamo una view sempre più favorevole rispetto alle altre asset class rischiose, alla luce dei loro livelli di valutazione e della qualità degli asset sottostanti. Le obbligazioni convertibili europee offrono un profilo di rischio/rendimento migliore rispetto alle omologhe statunitensi, che presentano un’elevata correlazione con i titoli tecnologici e una qualità creditizia inferiore.
In termini di posizionamento, entrando nell’autunno, prevediamo un ampliamento degli spread high yield e stiamo adottando un posizionamento più difensivo rispetto al periodo recente. Ci aspettiamo inoltre una maggiore dispersione e un ritorno della decompression, con una sottoperformance degli emittenti di qualità inferiore, che saranno penalizzati dall’aumento dei costi di rifinanziamento. Al momento, non prevediamo un’accelerazione o un aumento dei tassi di default.
Dal punto di vista settoriale, rimaniamo cauti sui settori maggiormente sensibili al rischio politico europeo e all’aumento dei premi per il rischio, come il comparto finanziario e le società dei beni di consumo ciclici, sia in Europa sia negli Stati Uniti. Dal punto di vista geografico, siamo inoltre più cauti sugli emittenti francesi.
Infine, in termini di posizionamento lungo la curva dei rendimenti, continuiamo a preferire la parte breve e intermedia (2-4 anni).

