Diecimila miliardi di euro fermi in liquidità in Europa e milioni di risparmiatori che, pur mostrando interesse verso gli investimenti, non compiono il passo successivo. È su questo enorme bacino potenziale che punta Invesco con Personalised Investor Engine (PIE), una nuova piattaforma tecnologica di behavioural intelligence destinata a banche, piattaforme wealth e operatori finanziari.

L’obiettivo è intervenire non tanto sull’accesso agli strumenti finanziari, quanto sulle barriere comportamentali che separano l’intenzione di investire dalla decisione effettiva.

Secondo Invesco, infatti, timore delle perdite, scarsa fiducia e incertezza nelle proprie capacità decisionali continuano a frenare una parte significativa dei risparmiatori europei.

10.000 miliardi di euro ancora in liquidità in Europa

La dimensione del fenomeno è significativa: in Europa si stima che circa 10.000 miliardi di euro siano detenuti sotto forma di liquidità.

Per banche e operatori del risparmio gestito si tratta di un bacino potenziale considerevole. Secondo una ricerca Invesco, il problema non sarebbe principalmente la mancanza di interesse verso gli investimenti, quanto piuttosto la difficoltà dei risparmiatori nel comprendere perché, quando e come investire.

È proprio su questo divario che interviene Personalised Investor Engine.

«La sfida non è più l’accesso agli investimenti, bensì la capacità di attivare i risparmiatori», spiega Sonia Bainbridge, Head of Digital Distribution EMEA di Invesco, sottolineando come il timore di subire perdite, la scarsa fiducia e l’incertezza possano impedire di trasformare l’intenzione in azione.

Come funziona Personalised Investor Engine

PIE è una piattaforma di behavioural intelligence che può essere integrata nei percorsi digitali già esistenti di banche e piattaforme di investimento e applicata a differenti asset class e prodotti.

Non sostituisce quindi l’offerta dell’intermediario, ma punta a comprendere quali fattori frenino il singolo cliente e a personalizzare alcuni momenti della sua esperienza di investimento.

Il funzionamento si articola in tre passaggi:

  1. Profilazione comportamentale e segmentazione. Vengono analizzate caratteristiche quali fiducia, reazione alla volatilità, impulsività e sicurezza finanziaria. Il modello utilizza anche le competenze di scienza comportamentale di Oxford Risk.
  2. Personalizzazione dei momenti decisionali. Suggerimenti e contenuti dinamici vengono proposti in fasi come onboarding, finanziamento del conto, primo investimento, versamenti successivi e riscatti, con l’obiettivo di intervenire sulle specifiche barriere comportamentali.
  3. Integrazione nei percorsi esistenti. PIE opera insieme all’esperienza digitale già sviluppata dall’istituto finanziario, senza richiedere la sostituzione della piattaforma o dell’offerta esistente.

Dalla behavioural finance alla personalizzazione

Alla base della piattaforma c’è uno studio Invesco condotto su 6.000 partecipanti, finalizzato a comprendere perché molti risparmiatori continuino a mantenere il proprio patrimonio in liquidità.

La ricerca distingue, in particolare, tra fiducia nelle istituzioni finanziarie e fiducia nelle proprie capacità di prendere decisioni: due ostacoli differenti che, secondo Invesco, richiedono interventi altrettanto differenti.

Un altro risultato riguarda il rapporto tra disponibilità di liquidità e percezione del rischio. Secondo lo studio, l’aumento della liquidità tende ad accrescere il timore di subire perdite anziché ridurlo.

Il confronto tra interventi personalizzati basati sulle scienze comportamentali e approcci standardizzati avrebbe inoltre evidenziato differenze significative nelle diverse fasi del percorso del cliente.

Invesco parte con Zopa Bank

Il debutto di Personalised Investor Engine avviene in collaborazione con Zopa Bank, banca digitale britannica che conta una base di 1,5 milioni di clienti mass affluent.

La partnership punta ad applicare la behavioural intelligence nei momenti chiave della customer journey, utilizzando esperienze personalizzate e stimoli mirati per aiutare i clienti a superare le proprie barriere comportamentali, passare dal risparmio all’investimento e mantenere un approccio di lungo periodo.

Per Natasha Wear, Senior Director of Wealth di Zopa Bank, la sfida non consiste semplicemente nel facilitare l’accesso agli investimenti, ma nel mettere le persone nelle condizioni di sentirsi sufficientemente informate e sicure per compiere il primo passo.

Personalizzazione, la nuova frontiera del wealth management?

L’iniziativa intercetta una trasformazione più ampia del settore finanziario: portare nella gestione del risparmio livelli di personalizzazione simili a quelli ormai abituali in altre esperienze digitali.

«Il futuro degli investimenti sarà caratterizzato da esperienze personalizzate, intelligenti e offerte nel momento giusto», afferma Oliver Bilal, Head of EMEA di Invesco.

PIE sarà disponibile per banche, piattaforme digitali di investimento e altri istituti finanziari. Invesco lavorerà con gli operatori per individuare i principali momenti di attivazione, integrare la behavioural intelligence nei percorsi digitali e implementare interventi personalizzati destinati ad aumentare coinvolgimento, conversione e partecipazione agli investimenti nel lungo periodo.

La partita, dunque, non riguarda soltanto la tecnologia. Al centro c’è un interrogativo strategico per l’industria europea del risparmio: come trasformare una parte dei 10.000 miliardi di euro detenuti in liquidità in capitale investito nel lungo termine?