Il lustro 2027-2031 vedrà il passaggio dallo just in time allo just in case. La visione a lungo termine di Robeco

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Viviamo in un’epoca che appare particolarmente densa di avvenimenti fra caos geo-politico e un’AI che sembra promettere una quasi completa riconfigurazione del nostro modo di vivere e di produrre. Per tale ragione per certi versi fa impressione il fatto che Robeco abbia presentato nella giornata di martedì 22 settembre il proprio outlook quinquennale, intitolato per l’appunto “La Grande Riconfigurazione”, lanciandosi in previsioni su un orizzonte tanto vasto. Il titolo infatti si riferisce alle stime riguardanti le maggiori asset class nel lustro che andrà dal 2027 al 2031. Un’era che i gestori del gruppo olandese vedono caratterizzata da un cambiamento di paradigma profondo, ossia il passaggio dall’era dell’efficienza a quello della plasticità. In pratica una configurazione in cui, come viene sostenuto esplicitamente nello stesso outlook, non si opera più in base a una logica del just in time bensì prediligendo il just in case.

Sicuramente lo shock generato dalla chiusura di Hormuz ha dato una grossa mano a un processo di de-globalizzazione e ricerca di alternative ridondanti ormai in corso da almeno un decennio.

Dall’altra parte anche l’intelligenza artificiale non rappresenta certo un fattore irrilevante in tutto ciò, data la continua battaglia da parte di tutti grandi blocchi economici per non trovarsi in una posizione di dipendenza. Non sorprendentemente non manca chi vede in questa necessità di perseguire una anti-fragilità sistemica un aggravio di costi all’interno di un quadro macro comunque ormai strutturalmente alquanto moderato in termini di crescita globale. E’ interessante notare come fino a poco tempo fa questa fosse anche la view della casa di investimento dei Paesi Bassi.

Allo stato attuale però non mancano le ragioni di ottimismo, come ricorda Peter van der Welle, Strategist Multi-Asset Solutions di Robeco: “L’anno scorso abbiamo sostenuto che il mondo stava entrando in un ‘Rinascimento stagnante’: un periodo in cui straordinari progressi tecnologici coesistevano con il freno di un’elevata incertezza della politica economica. Quest’anno restiamo fermamente convinti della componente Rinascimento di questa tesi, ma ora siamo inclini a sfumare l’elemento ‘stagnante’”. La logica alla base di questa convinzione è tutto sommato piuttosto lineare: l’enorme espansione del capex generata dall’IA offre un certo sostegno a un’economia che comunque ha dimostrato resilienza nei confronti di avvenimenti al limite del romanzo distopico.

Nell’ultimo decennio abbiamo infatti assistito prima alla Pandemia di Covid poi alla peggiore crescita dell’inflazione dai primi anni 80 per arrivare ai dazi di Trump e al disastro del Golfo Persico.

In tutto questo si è riusciti a evitare, sulla carta scontate, recessioni spaventose. Per il futuro, con l’avvio dei un’epoca in cui finalmente gli utilizzatori dell’AI dovrebbero cogliere da essa significativi benefici, a Robeco viene previsto uno scenario di base (a cui viene assegnato il 50% di probabilità) di forte crescita della produttività. Un ciclo dunque guidato più dagli investimenti che dai consumi in grado però di generare una ricca messe di occasioni specialmente on ambito azionario.