A colloquio con Michele Morganti, Equity Strategist di Generali Investments

Il Nikkei è un indice con circa il 40% concentrato in semiconduttori e hardware. Tale quota significativa ne amplifica i progressi, ma lo espone ai rallentamenti degli investimenti tecnologici. A questi livelli delle quotazioni, come valutate e gestite questo rischio specifico?

L’indice NKY non appare sopravvalutato e rimane attraente in un contesto internazionale, e la crescita double digit degli utili nei prossimi trimestri ci fa ritenere che l’indice abbia ancora potenzialità di apprezzamento con un tgt stimato in 75K per i prossimi 12 mesi.
Il problema della concentrazione, presente anche in altri mercati internazionali, si può affrontare con una strategia Barbell , sottopesando i maggiori costituenti del NKY, introducendo mid size stocks e bilanciando con un maggior peso i finanziari.
Al di là del peso della componente tecnologica legata all’AI, ritenete che il Nikkei possa contare sul contributo di forze strutturali per proseguire il trend rialzista?
Stiamo assistendo ad una doppia trasformazione strutturale, dal punto di vista top down il Governo Takaichi vuole letteralmente rinnovare l’economia con un piano di investimenti da 370 tr Y entro il 2040 in 17 settori strategici e tendere ad un contenimento del deficit fiscale, che potrebbe portare ad un apprezzamento della valuta e ad un nuovo flusso di investimenti di capitale dall’estero; sul piano bottom up assistiamo ad una forte revisione della Governance – con buy backs e ROE al rialzo -, una forte attenzione alla shareholders’ policy, una allocazione della ampia liquidità aziendale in nuovi investimenti ad alta redditività e una forte attenzione a nuovi mkt di sbocco.

