Ricchezza globale a livelli record. AllianzGI ha presentato la 17ª edizione del suo “Global Wealth Report”, che analizza in modo approfondito la situazione patrimoniale e debitoria delle famiglie in quasi 60 Paesi

Il report mostra che nel 2025 il patrimonio finanziario globale delle famiglie ha raggiunto un nuovo record, mentre i guadagni dei mercati e l’ascesa dell’intelligenza artificiale rendono il possesso di asset sempre più determinante per stabilire chi beneficerà della futura creazione di ricchezza.
Sono i mercati, non il risparmio, a trainare la crescita
Nel 2025 il patrimonio finanziario globale è aumentato dell’8,6%, raggiungendo il livello record di 268.400 miliardi di euro, nonostante il difficile contesto geopolitico ed economico. È stato il rialzo dei mercati a svolgere il ruolo principale: l’aumento di valore degli asset ha generato circa 4 euro su 5 della nuova ricchezza delle famiglie. I nuovi risparmi sono diminuiti del 5,4%, attestandosi a 4.100 miliardi di euro. «Nel 2025 la ricchezza globale ha segnato un nuovo record, ma questo racconta solo metà della storia», ha affermato Ludovic Subran, Chief Economist e Chief Investment Officer di Allianz. «Dal 2019 gli asset finanziari nominali sono aumentati del 50%, ma in termini reali, al netto dell’inflazione, sono cresciuti soltanto del 23%. La situazione è peggiore nell’Europa occidentale, dove gli asset finanziari in termini reali sono aumentati dello 0,5% rispetto al 2019, contro il 21% in Nord America e il 70% in Cina».
Italia: cavalcare l’onda dei mercati con un portafoglio ad alta componente finanziaria
Il patrimonio finanziario lordo delle famiglie italiane è aumentato del 7,4% nel 2025, raggiungendo 6.500 miliardi di euro e accelerando rispetto alla crescita del 4,8% registrata nel 2024. Il dato è nettamente superiore alla media dell’Europa occidentale, pari al 4,5%, pur restando inferiore alla media globale dell’8,6%. I titoli finanziari sono cresciuti del 12,1%, ben più delle assicurazioni/pensioni (4,1%) e dei depositi bancari (1,5%), portando la loro quota nei portafogli italiani dal 51,7% al 54,0%. Si tratta della quota di titoli più elevata dell’Europa occidentale, ben al di sopra della media regionale del 36,8% e del dato globale del 46,9%. Di conseguenza, la quota dei depositi è scesa dal 26,1% al 24,7%.
I nuovi risparmi sono aumentati del 39,3%, raggiungendo 67,4 miliardi di euro. I titoli ne hanno assorbito il 60,2%, seguiti dai depositi bancari con il 27,9% e dalle assicurazioni/pensioni con il 16,3%, mentre le altre asset class hanno registrato deflussi netti per 3,0 miliardi di euro. Nell’ambito dei titoli finanziari, le famiglie italiane hanno investito 30,6 miliardi di euro in quote di fondi comuni e 24,5 miliardi in altri titoli, vendendo azioni detenute direttamente per un valore netto di 14,6 miliardi di euro. Al netto dell’inflazione, nel 2025 il patrimonio finanziario italiano è cresciuto del 5,7% e dal 2019 ha registrato un incremento cumulato del 14,3%, ben superiore alla media dell’Europa occidentale dello 0,5%.
Le passività delle famiglie sono aumentate del 2,2%, raggiungendo 1.100 miliardi di euro, a un ritmo molto più contenuto rispetto al patrimonio finanziario. Di conseguenza, il patrimonio finanziario netto è cresciuto dell’8,5%, attestandosi a 5.400 miliardi di euro, mentre il rapporto tra passività e attività è sceso dal 17,2% al 16,4%. Con un patrimonio finanziario netto pro capite pari a 91.730 euro, nel 2025 l’Italia si è classificata al 13° posto tra i Paesi analizzati, invariata rispetto al 2024.

