Equity Sol levante: a nostro avviso, la debolezza dello yen va interpretata come un fenomeno ciclico piuttosto che come il segnale di un problema strutturale del Giappone. Richard Kaye, Portfolio Manager del fondo Comgest Growth Japan di Comgest

Reinventarsi attraverso l’innovazione

Andando oltre la narrativa legata alla valuta, diverse società giapponesi stanno affrontando tendenze strutturali che si estendono ben oltre i confini del Paese. Il boom dell’IA e del cloud computing ha accelerato gli investimenti nei data center, alimentando la domanda di semiconduttori sempre più sofisticati.

La tecnologia, tuttavia, è solo una parte della risposta. Il Giappone sta inoltre attingendo in misura crescente a fasce della forza lavoro storicamente sottorappresentate, tra cui le donne e i lavoratori stranieri. Per Recruit, questo ampliamento del bacino di manodopera rappresenta un’opportunità per aiutare i datori di lavoro a raggiungere un maggior numero di candidati, utilizzando al contempo l’IA per migliorare l’incontro tra lavoratori e posti di lavoro. Dal nostro punto di vista, Recruit illustra un tema d’investimento più ampio. Il Giappone non è semplicemente esposto al cambiamento demografico: alcune delle sue società stanno sviluppando tecnologie che possono aiutare l’economia ad adattarvisi. In quanto investitori orientati alla crescita di qualità, guardiamo oltre le fluttuazioni valutarie per individuare le società in grado di trasformare le sfide strutturali di lungo periodo in opportunità di crescita sostenibile.

Le riforme della governance aziendale

La governance aziendale in Giappone si è evoluta in modo significativo nell’ultimo decennio. Anche l’attivismo degli azionisti è aumentato, parallelamente al miglioramento della redditività del capitale investito. Tuttavia, sulla base della nostra ricerca, gli effetti sono stati disomogenei. Il Giappone conta circa 4.000 società quotate e la sola pressione normativa non può garantire una trasformazione duratura. A nostro avviso, l’aumento dei dividendi, i riacquisti di azioni proprie e la cessione delle partecipazioni incrociate possono migliorare l’efficienza del capitale, ma queste misure hanno limiti naturali, poiché la liquidità in eccesso e gli asset si esauriscono. Le riforme della governance in Giappone possono rappresentare un prezioso catalizzatore, ma i riacquisti di azioni proprie e il miglioramento degli indicatori di governance non creano necessariamente aziende più solide.

Il ritorno a casa degli investitori giapponesi

Uno dei cambiamenti più rilevanti in Giappone potrebbe avvenire non all’interno delle sue società, ma tra i suoi investitori. Per gran parte degli ultimi trent’anni, le famiglie e le istituzioni giapponesi hanno mantenuto allocazioni relativamente basse nel proprio mercato azionario nazionale. Le famiglie giapponesi detengono un’enorme ricchezza finanziaria, ma la loro esposizione alle azioni nazionali resta relativamente limitata. A nostro avviso, anche un modesto aumento di tale allocazione potrebbe quindi rappresentare una nuova e significativa fonte di domanda per le azioni giapponesi. I piani d’investimento esentasse, in particolare il Nippon Individual Savings Account (NISA), rafforzano questa tendenza, rendendo più facile per le famiglie indirizzare i propri risparmi verso le azioni. Il potenziale si estende agli investitori istituzionali. I fondi pensione giapponesi e altre grandi istituzioni hanno storicamente mantenuto allocazioni relativamente basse nel mercato azionario nazionale, privilegiando invece il reddito fisso. Riteniamo che la situazione stia iniziando a cambiare, poiché le istituzioni stanno riconsiderando l’equilibrio tra obbligazioni e azioni. Partendo da una base ridotta, anche variazioni relativamente contenute nelle allocazioni potrebbero tradursi in flussi consistenti verso il mercato nazionale.  Per gli investitori orientati alla crescita di qualità, tuttavia, la portata di questo ritorno a casa va oltre la domanda aggiuntiva di azioni giapponesi.

Alla ricerca di un cambiamento che vada oltre lo yen

Dalle apparecchiature per semiconduttori all’IA, fino alle soluzioni per una forza lavoro in contrazione, riteniamo che la storia d’investimento più duratura risieda nelle società che si stanno adattando, innovando e rafforzando la propria posizione competitiva. Il ritorno degli investitori giapponesi aggiunge un’ulteriore dimensione. Dopo decenni di allocazioni relativamente basse nelle azioni nazionali, i cambiamenti nel risparmio previdenziale e nei portafogli istituzionali potrebbero riportare gradualmente più capitale giapponese sul mercato domestico.  Ecco perché la tesi d’investimento sul Giappone consiste meno nel prevedere il prossimo movimento dello yen e più nel riconoscere quali società stanno sfruttando i cambiamenti strutturali di oggi per costruire la crescita di domani.