Incertezza sui mercati: Proteggere il capitale senza rinunciare alle opportunità di rendimento: è questa la sfida che l’attuale scenario di mercato pone ai risparmiatori italiani. Andrea Ragaini, vice direttore generale di Banca Generali

Tensioni geopolitiche, inflazione, volatilità dei prezzi energetici e tassi di interesse impongono scelte più attente. In questo contesto, Banca Generali propone un ventaglio di soluzioni che combina il potenziale di crescita dell’equity con strumenti orientati a contenere i rischi. «Anche in momenti di così significativa turbolenza — dice Andrea Ragaini, vice direttore generale di Banca Generali — noi continuiamo a raccomandare la necessità, per il risparmiatore italiano, di spostare una parte dei propri attivi verso l’equity, verso cioè il mercato azionario abbandonando progressivamente l’obbligazionario, perché è nell’equity che si genera ricchezza, svincolata dai tassi e dai rendimenti, ed è lì che il capitale accresce di valore».

La preferenza degli italiani per la cedola e per rendimenti più prevedibili rimane comunque forte, soprattutto da quando i titoli di Stato sono tornati a offrire rendimenti superiori all’uno per cento. «Il panorama macroeconomico di riferimento — continua Ragaini — cambia rapidamente. Per questo siamo tornati dopo la pausa estiva con una serie di cinque soluzioni pensate proprio per intercettare le mutate esigenze del risparmiatore italiano. Si va dalle soluzioni più semplici, come una polizza Ramo I, con un rendimento netto prospettato al 3 per cento per i primi tre anni, fino a un fondo target date, su titoli di stato tutti investment grade, messo a punto con Jp Morgan». Il focus di Banca Generali si estende così a proposte più strutturate, ideate per consentire agli investitori di partecipare al possibile apprezzamento dei mercati finanziari.

La direzione è quella di un progressivo riequilibrio dei portafogli a favore della componente azionaria. «La cautela della clientela è la nostra – evidenzia Ragaini – e l’incertezza dei mercati è un fattore con il quale noi ci misuriamo quotidianamente, per questo abbiamo messo a punto delle soluzioni che possano contemperare entrambe le esigenze, partecipare alla crescita dei mercati e garantire il più possibile il capitale. Abbiamo un fondo, Equity upside, studiato assieme a Ubs, dalla durata di sei anni, con scadenza nei 2032, modulato per mettere il capitale al riparo dall’inflazione reale, che scatta una fotografia ogni tre mesi a un paniere di azioni, riconoscendo a fine percorso il 70 per cento del punto più alto raggiunto nell’intero periodo di durata dell’investimento». A questa soluzione si aggiunge un prodotto a sei mesi con rendimento anti-inflazione: una polizza multiramo che prospetta un rendimento finale fino al 4,7 per cento.

Tra le proposte spicca poi Obiettivo Cedola, una gestione patrimoniale in certificati a capitale condizionatamente protetto. Operando in regime di risparmio amministrato, e quindi con la possibilità di compensare eventuali minusvalenze, riconosce un rendimento semestrale del 3 per cento. «L’obiettivo — conclude Ragaini — è garantire un elevato flusso cedolare alla clientela con periodicità semestrale, attraverso la costruzione e la gestione attiva di un portafoglio ottimizzato di certificati». Una modalità graduale per avvicinarsi all’equity e partecipare alle opportunità di crescita dei mercati, mantenendo attenzione alla protezione del capitale.