Silvia Merler, Head of Responsible Investment & Policy Research di Algebris Investments

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L’uscita anticipata di Christine Lagarde era nell’aria da mesi, ma la conferma trasforma un processo di successione dai tempi lenti in una trattativa più ampia, con scadenze molto ravvicinate. Con l’addio di Isabel Schnabel il 3 gennaio, le dimissioni di Lagarde il 7 febbraio e la scadenza del mandato di Philip Lane a maggio del prossimo anno, tre dei sei seggi del Comitato esecutivo sono in discussione in una fase politica particolarmente delicata per l’Europa.

Poiché il termine per la presentazione delle candidature al posto di Schnabel è stato prorogato a fine novembre, il Consiglio europeo del 17-18 dicembre appare il momento più realistico per raggiungere un accordo politico. Resterebbe così poco più di un mese per l’iter di conferma (contro i quattro mesi richiesti per la nomina della stessa Lagarde nel 2019), con la necessità che Parlamento e Consiglio procedano speditamente già a gennaio.

Il nuovo Presidente erediterà una situazione complessa, segnata da una forte attenzione dei mercati al rischio fiscale francese e da un’inflazione in risalita, trainata dallo shock sull’offerta di energia. La successione serrata lascerà poco tempo per l’inserimento e scarso margine d’errore: chiunque venga designato, al primo turno delle cruciali elezioni presidenziali francesi sarà in carica da appena dieci settimane circa e avrà presieduto una sola riunione di politica monetaria con nuove proiezioni. Il che potrebbe mettere la Bce di fronte a un impegnativo test di credibilità.