La strategia dei fondi absolute return, fino a poco tempo fa molto popolare nel mondo del risparmio gestito e degli investimenti, sta perdendo asset a ritmi preoccupanti. Secondo la società di consulenza Cerulli questa tipologia di fondi ha deluso gli investitori che l’hanno scelta per rifarsi dopo le scottature della grande crisi finanziaria del 2008.

Apprezzata per la sua capacità di diversificare e quindi garantire ritorni non correlati fra loro, ultimamente la strategia dei fondi absolute return sta passando di moda. Da metà 2018 la performance è stata inferiore a quella della concorrenza e a quella che gli investitori si aspettavano. Tale fenomeno ha spinto molti investitori in Europa a fare le valigie.

In un rapporto pubblicato a fine gennaio, il gruppo di studio riferisce che queste strategie di investimento non sono riuscito a mantenere le promesse. I fondi absolute return sono studiati per garantire ritorni decenti anche in periodi turbolenti di mercato. Ma quando le varie asset class hanno iniziato a muoversi all’unisono son incominciati i primi guai.

Fondi Absolute Return: perdita di asset dal 2018

“Tutti gli asset si sono diretti dalla stessa parte. E i fondi non sono stati in grado di fornire i rendimenti previsti in tutte le condizioni di mercato”, osserva Fabrizio Zumbo, direttore del gruppo di ricerca europeo Cerulli.

In tempi di mercato favorevoli, “la capacità di diversificazione di questi fondi si è rivelata la loro rovina“. Così il manager, specializzato nella gestione patrimoniale, ha commentato i risultati riportati nella ricerca.

I tempi di difficoltà sono “lungi dall’essere finiti” per i gestori di fondi absolute return, secondo Cerulli. La strategia ha fatto molta fatica ad attirare gli investitori nel mese di novembre 2019, secondo i dati a disposizione di Cerulli. Il report cita le ultime cifre relative all’Europa raccolte dall’Associazione degli Investitori.

Fondi absolute return in crisi dal 2017 a oggi

Gli investitori retail hanno ritirato 656 milioni di sterline (856 milioni di dollari) dai fondi a rendimento assoluto nel mese di novembre. Al contrario, i fondi focalizzati su azioni globali e valute globali “hanno fatto bene a novembre”. Questo perché gli investitori hanno cercato di ridurre il rischio attraverso la diversificazione, ha detto Cerulli.

La performance delle strategie dei fondi absolute return può essere difficile da paragonare con altre strategie. In quanto questi fondi “possono utilizzare parametri di riferimento diversi, essere gestiti basandosi su tempi diversi e presentano caratteristiche di rischio diverse“.

“Alcuni possono comportare l’uso di derivati o strategie di speculazioni al ribasso. Questo solleva degli interrogativi sulla trasparenza e sulla complessità” della strategia adottata.

Dal 2017 a novembre 2019, gli asset gestiti dai fondi absolute return sono scesi del 13% in Europa, attestandosi a 401,6 miliardi di euro.

Aspettare ancora un anno prima di liquidare posizioni

“Il fatto che ci siano stati flussi in entrata notevoli nei fondi multiasset potrebbe essere indicativo delle scelte degli investitori”, fa sapere Cerulli. Gli investitori “hanno prelevato denaro dai fondi absolute return e lo stanno reinvestendo altrove”.

Attenzione, però, non tutti hanno una view così pessimista sulla strategia di diversificazione per antonomasia. Come rileva anche lo stesso gruppo europeo di ricerche, “malgrado la prova deludente degli ultimi due anni, alcuni osservatori sono convinti che gli investitori abbiano gettato la spugna troppo presto“.

I gestori di fondi absolute return sono in grado di adottare tutta una serie di strategie e investire in un’ampia gamma di classi di attivo. Questo consente loro di ottenere ritorni positivi in mercati e aree geografiche differenti.

Due casi di fondi absolute return vincenti

Secondo Cerulli, pertanto, potrebbe valere la pena aspettare almeno tre anni in totale prima di liquidare le proprie posizioni. Ci sono almeno due fondi che stanno facendo bene in Europa.

Si tratta dell’Absolute Return Multi Strategy di Amundi, che ha continuato a fare meglio dei rivali. Il fondo può investire fino a 50% dei suoi attivi in azioni e strumenti equity-linked. La percentuale di bond convertibili può salire fino al 25%, invece.

Anche la francese Napoleon Capital, che ha avviato un quantitative absolute return fund l’anno scorso, sta riscontrando un certo successo. Il Napoleon World Equities AR Dynamix, lanciato nel 2019, sostenuto dalla braccio asset management di BNP Paribas, va a caccia di rendimenti in tutte le condizioni di mercato nei limiti di una volatilità del 10%.