di Massimo Avella, maestro orologiaio
In questo articolo cercherò di trasmettere il mio tempo dedicato agli orologi attraverso le persone. Nel 1979 iniziai il mio percorso formativo presso la scuola di orologeria Leonardo da Vinci di Firenze. Da quel periodo in poi prese il via un cammino di continua esperienza nel settore. Simpatica è stata la percezione di come la clientela si è posta verso lo strumento di misura più utilizzato da sempre. La passione e la professione mi hanno permesso di constatare che le scelte dei consumatori verso una marca, oltre alla tradizione e al prestigio, sono state chiaramente dettate dalla moda e dalla pubblicità, che condiziona i gusti. E’ storia recente, da una ricerca da me intrapresa, che alcuni orologi sono in grado anche di rilevare aspetti della nostra personalità. Tutti noi facciamo scelte che sono dettate da più fattori e molte solo istintive e magari nascondono disagi che possono avere risposte in base alla modalità attivata. Attraverso test effettuati da psicologi esperti, si riscontra il nostro grado di stress, rilevando criteri curiosi in relazione agli orologi desiderati.
CINQUE TIPOLOGIE
Semplificherò in modo sottile che il primo istinto nella scelta fatta dai consumatori sta nelle forme dell’oggetto con un ordine di classificazione che suddividerò in cinque diverse tipologie di casse: orologi classici con casse rotonde, orologi digitali, orologi con casse rettangolari, orologi da tasca, orologi fashion (forme più gioiello). Esemplificando il connubio, si può pensare che nella scelta di un segnatempo dai criteri classici, con forma rotonda, l’ipotetico cliente ha l’atteggiamento di una persona che non è sopraffatta dallo stress, quindi molto equilibrata.
Per un orologio digitale, l’associazione è a una persona un po’ più propensa a una lieve forma di ansia, ma capace di ripristinare la calma velocemente. Inclini agli orologi rettangolari sono coloro che sono capaci di riconoscere le condizioni che alterano lo stress, di conseguenza propensi a prevenirlo, mentre gli orologi da tasca riscontrano una situazione di tensione quasi permanente: paura del tempo, e l’idea che è meglio arrivare sempre molto prima (emblematica l’associazione di un segnatempo figlio di epoche passate).
L’orologio fashion con forme fantasiose, originali, si può associare a un cliente che fugge da situazioni di stress, che usa tale comportamento per evitarlo in qualsiasi modo e per non riassaporare esperienze negative già vissute.
RISCONTRO NEL QUOTIDIANO
Chiaro è che le associazioni da me descritte, rapporto uomo/orologio, sono rilevate da documentazioni sotto forma di test e riscontrano molte analogie nel mio quotidiano e nella mia esistenza di professionista del settore orologiero e un piacevole sorriso. Ma non hanno nessuna presunzione tangibile.
Certo è che l’orologio ha da sempre la forza di emozionare e, perché no, di essere una risposta al tempo che ci sentiamo dentro.

