FONDI&SICAV N.80 DICEMBRE 2015
Tanta Europa, via da Usa e Giappone
Secondo il money manager francese, è il Vecchio continente che continua a offrire le migliori prospettive di crescita per i mercati azionari. Per il Sol Levante, invece, il quadro complessivo resta negativo, mentre negli States fatturati e utili delle aziende rischiano di finire sotto pressione, anche in uno scenario di moderata ripresa economica. Sovrappeso sulla Cina
Buoni guadagni dalle convertibili
L’utilizzo di questi strumenti permette soprattutto di diminuire gli effetti della volatilità: «Si tratta di obbligazioni che ottimizzano il rapporto di rischio/rendimento, replicando solo una parte dei movimenti dei mercati azionari. In generale siamo esposti a circa 2/3 delle estensioni dei rialzi e a 1/3 di quelle dei ribassi»
Tutto benino, ma i cigni neri sono in agguato
Alla fine di un anno di grande volatilità e con momenti di altissima tensione, che è terminato, però, senza grandi movimenti sui mercati, ci si aspetta che i prossimi mesi siano sostanzialmente simili, con la ripresa dell’Europa e la crescita non impetuosa degli Stati Uniti. Di certo i problemi non sono finiti. «Diverse questioni sono ancora da risolvere, anche se per il momento sono tornate a essere relegate in sottofondo, e ciascuna di esse potrebbe tornare prepotentemente alla ribalta»
Nonostante tutto, ancora Europa
Gli istituti di credito avranno la possibilità di acquisire capitali a costi molto bassi e dare vita a una nuova stagione di stimoli più facili nei confronti dell’economia. Ma il calo generalizzato dei tassi rischia di erodere pesantemente i loro margini e di farle diventare un investimento poco appetibile sui mercati azionari
Più rischioso dell’azionario
Il 2015 si è concluso quasi positivamente, dopo un terremoto che ha colpito soprattutto i titoli di stato europei. Il Qe della Bce e l’innalzamento dei tassi che dovrebbe arrivare negli Usa saranno i temi dell’anno in un settore che continuerà a essere molto perturbato e a dare rendimenti minimi, se non negativi. In questo contesto c’è chi punta sull’allungamento della duration o sulla periferia del Vecchio continente. O addirittura ritiene più sicuro rivolgersi all’equity
Addio super-ciclo
Dopo un 2015 da incubo per quasi tutte le commodity, nel prossimo anno nessuno prevede una sostanziale ripresa. Il petrolio potrebbe stabilizzarsi alla fine del primo semestre, grazie anche a consumi in ascesa, mentre per l’oro, i metalli industriali e le risorse agricole, salvo rare eccezioni, le difficoltà permarranno
Cambiare per continuare a crescere
Il numero uno della società del gruppo Deutsche Bank si dice molto soddisfatto dei risultati raggiunti nel 2015, un anno nel quale sono stati infranti diversi record: sulla raccolta, sulle revenue, sugli asset medi per professionista. Su quest’ultimo fronte, in particolare, da un biennio è stata adottata una nuova strategia, inserendo advisor dal portafoglio rilevante e favorendo l’uscita di quelli non in linea con le medie di mercato
Avanti ancora a tutta forza
Rispetto allo stesso periodo del 2014, le strutture che offrono advisory hanno evidenziato una crescita del 16,6% in termini di raccolta netta. Ancora una volta al centro dell’interesse sono stati il reclutamento dei migliori professionisti, un intenso piano di selezione, che è andato di pari passo con il miglioramento della qualità dei neo-inseriti, e il tentativo di alzare gli asset medi per Pf
Il meglio dell’anno
La raccolta netta record e i reclutamenti al top non sono sufficienti a delineare l’attività delle reti. Per questo motivo abbiano chiesto ai manager qual è il risultato che quest’anno li ha resi maggiormente orgogliosi. E le risposte sono diversissime: c’è chi è stato particolarmente soddisfatto delle scelte tecnologiche e chi della propria campagna di comunicazione, mentre altri sono contenti dei nuovi servizi offerti
Pronti ad accogliere 600 advisor
I buoni risultati raggiunti permetteranno alle reti di mettere mano al piccolo tesoretto accumulato negli ultimi anni per investirlo nella selezione da nord a sud delle migliori risorse presenti sul mercato. Gran parte delle società punterà sui profili private, ma non manca chi continua a credere nei giovani
Grande raccolta, ma non solo
Pioneer Investments, secondo il chief executive officer, Giordano Lombardo, viene da un 2015 ottimo, caratterizzato da afflussi netti per 15,7 miliardi di euro nei primi 10 mesi dell’anno. «Il dato italiano si innesta su un trend analogo a livello globale, dove abbiamo raggiunto 225 miliardi»
Un mondo che cambia
I paesi responsabili del 90% delle emissioni si riuniscono per cercare di abbassare l’incremento della temperatura sulla Terra. Si tratta di un percorso non facile, reso oggi più complesso dai bassi costi dei combustibili fossili e dagli scarsi incentivi per le fonti alternative. Ma non mancano le opportunità di investimento in questo comparto e alcuni gestori stanno ottenendo risultati interessanti
Tra incertezza e rischio
Nel pianificare il proprio ritiro dal lavoro è necessario considerare che diverse variabili, come l’incremento del Pil, la dinamica demografica e l’andamento dei mercati, non sono prevedibili. Di conseguenza è fondamentale simulare scenari alternativi in modo da avere la percezione di quanto le incognite che gravano sull’intero sistema di sicurezza sociale vadano a impattare sullo scopo finale
