
Quasi tutti i tipi di asset sperimentano un certo livello di volatilità dei prezzi nel tempo. Gli asset a bassa volatilità in generale sono soggetti a oscillazioni meno ampie rispetto agli asset a volatilità elevata, ma l’imprevedibilità dei mercati finanziari globali suggerirebbe agli investitori di tenersi sempre pronti a possibili fasi di volatilità.
Spesso i fattori che determinano la volatilità del mercato sono imperscrutabili persino per gli investitori più navigati.
Consideriamo, per esempio, una calamità naturale come il terremoto che colpì Christchurch, in Nuova Zelanda, nel 2011. Naturalmente fu una catastrofe colossale dal punto di vista umano, ma ebbe anche un impatto economico.
Restare investiti a lungo termine
In che modo, dunque, gli investitori si possono preparare all’imprevedibile? La prima cosa fondamentale è puntare al lungo termine. C’è un detto nel campo degli investimenti secondo il quale stare nel mercato è più importante del market timing.
È notoriamente difficile indovinare il momento migliore per fare un investimento, specialmente in caso di eventi imprevisti che influiscono sui mercati, come il terremoto di Christchurch. Gli investitori che continuano a investire e disinvestire nel tentativo di approfittare dei rialzi e di evitare i ribassi hanno poche probabilità di successo. Sarebbe molto meglio cercare di mantenere i nostri investimenti per un periodo di tempo significativo, evitando di rincorrere i su e giù del mercato e continuando a perseguire il nostro traguardo ultimo.
Concentrarsi sui fondamentali
La seconda cosa da fare è resistere al richiamo delle forze comportamentali umane – come il panico e l’avidità – che, apparentemente, possono rendere estremamente difficile prendere decisioni finanziarie razionali.
La cosiddetta ‘Loss aversion’, o avversione alle perdite, descrive il modello comportamentale che può portare gli investitori a perdere per paura delle opportunità interessanti. Uno studio molto apprezzato, condotto sotto la guida dello psicologo matematico Amos Tversky e del Nobel Daniel Kahneman, ha scoperto che gli investitori percepiscono il dolore per una perdita a doppia intensità rispetto alla gioia per un guadagno della stessa entità.
Quando si investe, è molto più utile concentrarsi sui fondamentali, piuttosto che sulle emozioni.
Investi solo negli asset che consideri un investimento solido a lungo termine. Poi, in periodi di volatilità, riconsidera la tesi per assicurarti che le prospettive a lungo termine del tuo investimento restino positive, una volta passata la turbolenza a breve termine.
È utile ricordare che nel mondo accadono sempre molte cose diverse che possono influire sulle prospettive dei nostri investimenti. Così, quando ci sembra che i mercati siano trainati da un unico evento, spesso è ragionevole concludere che l’impatto di quell’evento potrebbe essere sovrastimato.
Torniamo a considerare l’esempio del terremoto: se è vero che fu un evento devastante per gli abitanti di Christchurch e che ebbe un impatto molto tangibile sull’economia locale, solo alcuni settori ne furono direttamente colpiti, mentre in altre regioni e in altri paesi l’impatto fu davvero minimo. Nel lungo termine, persino l’economia neozelandese, in ultima analisi, dimostrò una discreta resilienza.
Per concludere, quando assistiamo a una diffusa volatilità sui mercati globali, dovremmo chiederci se l’elemento catalizzatore costituisca una minaccia a lungo termine per gli investimenti in regioni, settori e società lontani dall’epicentro – non solo nel caso di un terremoto, ma di qualsiasi singolo evento. Questa sorta di contagio a breve termine può offrire opportunità d’investimento in asset che già apprezziamo per i loro fondamentali, a un prezzo più conveniente.

