La Fondazione MAST propone per l’autunno 2020 due nuovi progetti espositivi:
- La mostra del concorso fotografico su industria e lavoro “MAST Photography Grant on Industry and Work”, dedicato ai talenti emergenti, che presenta le opere dei cinque finalisti della sesta edizione: Chloe Dewe Mathews, Alinka Echeverría, Maxime Guyon, Aapo Huhtae Pablo López Luz.
- “Inventions” a cura di Luce Lebart, con la collaborazione di Urs Stahel, allestita nella Gallery/Foyer, espone una selezione di fotografie d’archivio prodotte in Francia tra il 1915 e il 1938 che ricostruiscono la storia dell’innovazione in questo paese. Queste immagini costituiscono le testimonianze visive di vent’anni di ricerche e invenzioni, prima ancorate alla guerra e alla difesa nazionale, poi alla vita civile e domestica.
MAST Photography Grant on Industry and Work
Ogni due anni, la Fondazione MAST, attraverso il MAST Photography Grant on Industry and Work- spiega il curatore della mostra, Urs Stahel – offre a giovani fotografi l’opportunità di confrontarsi con le problematiche legate al mondo dell’industria e della tecnica, con i sistemi del lavoro e del capitale, con le invenzioni, gli sviluppi e l’universo della produzione. E spesso il loro sguardo innovativo e inedito ci costringe a scontrarci con incongruenze, fratture, fenomeni e forse perfino abissi che finora avevamo trascurato o cercato di non vedere.

I progetti selezionati per questa sesta edizione sono diversi tra loro, ma legati dall’attualità dei temi affrontati e dalla molteplicità dei mezzi di rappresentazione scelti.
Chloe Dewe Mathews mostra i danni ambientali delle coltivazioni intensive nei polytunnel, le strutture in plastica che ricoprono quattrocento chilometri quadrati di superficie terrestre per consentire di produrre ortaggi tutto l’anno;
Alinka Echeverria guarda alla quarta rivoluzione industriale ricostruendo le storie di tre donne del passato, pioniere nel campo dell’industria cinematografica e dell’informatica;
Maxime Guyon usa il mezzo fotografico al massimo delle sue potenzialità per restituirci gli aspetti tecnologici e le alte prestazioni degli aerei;
Aapo Huta esplora il mondo dell’Intelligenza Artificiale e mostra come “la macchina“ legga in modo eticamente sospetto le immagini, sollevando dubbi sulle modalità di implementazione dei software;
Pablo López Luz fotografa le vetrine dei negozi di abbigliamento in America Latina, che resistono all’omologazione imposta dall’industria globale della moda e porta la riflessione sul paesaggio urbano quale luogo privilegiato per cogliere le trasformazioni sociali e culturali.

Nato nel 2007 per sostenere la ricerca sull’immagine dell’industria e del lavoro e dare voce ai talenti emergenti, il MAST Foundation for Photography Grant on Industry and Work consente ai giovani fotografi che vincono la borsa di studio di sviluppare un progetto su industria e lavoro e di realizzare una mostra accompagnata da un catalogo. Nel tempo il concorso ha contribuito alla creazione di una raccolta fotografica di artisti contemporanei che ora fanno parte della storica e articolata collezione di fotografia industriale della Fondazione MAST, curata da Urs Stahel. In occasione dell’apertura della mostra il 7 ottobre, è stato annunciato la vincitrice dell’edizione 2020: Alinka Echeverría (Città del Messico, 1981) con il progetto intitolato Apparent Femininity.

INVENTIONS
Dalla lavatrice alla maschera antigas per i cavalli, dal rilevatore acustico all’aspirapolvere, la mostra Inventions a cura di Luce Lebart in collaborazione con Urs Stahel che apre al MAST l’8 ottobre 2020 presenta una selezione di immagini delle invenzioni più brillanti e geniali realizzate in Francia tra il 1915 e il 1938.
Queste migliaia di immagini analogiche in bianco e nero vengono prodotte su iniziativa di Jules-Louis Breton, a capo del Sous-secrétariat d’État aux inventions, per promuovere la ricerca scientifica e industriale con lo scopo di accelerarne i processi e garantire la rapida trasformazione di un’idea in un oggetto o in una macchina di pronto utilizzo, favorendo così attivamente la collaborazione tra industriali, scienziati e inventori.

Pur essendo prodotte senza intenzioni artistiche, le immagini hanno innegabili qualità estetiche e possiedono quello che si può definire uno stile fotografico, paragonabile a quello di un autore, benché non siano mai firmate.
Si tratta di un archivio visivo che colpisce per la sua fantasia, gli accenti umoristici e la libertà nello svelare i codici dell’oggettività fotografica. L’elemento comico è tanto più inatteso in quanto si inserisce in un contesto industriale e scientifico. Come al cinema, queste scene fotografiche ci raccontano delle storie. – Luce Lebart
L’archivio delle invenzioni riunisce attraverso le immagini gli oggetti più disparati e svelano i meandri del progresso tecnico. Al servizio delle invenzioni, queste immagini hanno svolto un ruolo amministrativo e pedagogico di informazione, se non addirittura di pubblicità, fino allo scioglimento, alla vigilia del secondo conflitto mondiale nel 1938, dell’Office national des recherches scientifiques et industrielles et des inventions.
Ingresso gratuito su prenotazione
Orari di apertura
Martedì – Domenica 10.00 – 19.00
MAST.
7 ottobre – 3 gennaio 2020
via Speranza 42, Bologna

