Intervista a Luca Tobagi, CFA – Invesco
In una fase in cui si discute molto degli elevati livelli di valutazione raggiunti da alcuni indici azionari, i mercati di frontiera presentano valutazioni meno care. Parallelamente al ratio P/E, quali sono a vostro giudizio i fattori che rendono l’asset class appetibile?

Il principale fattore che può rendere l’asset class appetibile, per l’inserimento in un portafoglio ben diversificato di un investitore dall’elevata tolleranza al rischio e un orizzonte temporale lungo, è il contributo alla diversificazione.
La correlazione dei rendimenti dei mercati azionari di frontiera, soprattutto rispetto ai principali mercati obbligazionari, è contenuta.
In un anno particolare come il 2020, inoltre, l’asset class ha mostrato, sorprendentemente, una minore volatilità rispetto a mercati azionari più frequentati.
A fronte di questo, dopo uno choc poco più piccolo che per l’indice globale dei paesi avanzati e dei paesi emergenti, la capacità di recupero è stata molto più limitata. È vero che i mercati di frontiera trattano a sconto rispetto a MSCI World e MSCI Emerging Markets. Ma lo sconto (circa il 10% rispetto agli emergenti) non è particolarmente pronunciato.
Bassi livelli di capitalizzazione, instabilità politica, valute inclini alla volatilità estrema o alla svalutazione rappresentano alcuni elementi di rischio per coloro che investono nell’asset class. In questa fase di mercato quale fattore di rischio ritenete più pericoloso?
Il rischio di liquidità, sia sul versante della capitalizzazione, sia su quello del numero di azioni nell’indice e di volumi scambiati, assume una rilevanza particolare proprio per l’esistenza degli altri.
Alle valutazioni attuali il premio per il rischio dei mercati di frontiera non appare particolarmente attraente.
E considerando che il sostegno di politica monetaria a livello globale ha stimolato gli investimenti anche in attività finanziarie alle estremità più rischiose dello spettro di investimento, inclusi i mercati di frontiera, è opportuno tenere sotto controllo il fattore liquidità. Nel caso di un’inversione di tendenza fra gli investitori, magari aiutato dai recenti rialzi dei rendimenti obbligazionari negli USA o da una stabilizzazione delle valute tipicamente più forti.
Dati al 23 Febbraio 2021, fonte: Bloomberg





