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L’asset class pesa molto sul listino milanese ed è di fatto un settore ciclico. Massimiliano Maxia, senior fixed income product specialist di Allianz Global Investor

L’arrivo di Mario Draghi alla presidenza del Consiglio dei ministri, cui spetterà tra l’altro pianificare gli investimenti dei fondi provenienti dal Recovery Fund, sembra piacere ai mercati e andare nella direzione giusta. La Borsa di Milano riuscirà nei prossimi anni a trarre beneficio da questo contesto? Quali settori del listino milanese ritenete sia opportuno sovrappesare?

L’arrivo di Draghi può aver cambiato, ovviamente in meglio, la percezione del rischio paese, quindi del rischio Italia, agli occhi degli investitori soprattutto internazionali.

La Borsa italiana viene da almeno due anni di sottoperformance relativa rispetto ai principali listini dell’area euro a causa di fondamentali economici molto più deboli, un maggior debito pubblico e tanti altri ben noti fattori che hanno portato ad una crescita economica anemica negli ultimi 15 anni.

Con Draghi, i mercati possono credere che ci potrà essere un deciso cambiamento di rotta e si possa sfruttare il Recovery Fund come opportunità per tentare di risolvere molti strutturali problemi dell’economia italiana.

Crediamo quindi che il mercato italiano possa performare meglio in un’ottica relativa rispetto al resto dell’Europa, soprattutto in un contesto di mercati azionari positivi, anche se molto dipenderà dalla situazione generale di mercato.

A livello di settore, il comparto finanziario che pesa molto nel listino ed è di fatto un settore ciclico e quindi può beneficiare del recupero dell’economia italiana e internazionale grazie, ci auguriamo, ad un sempre maggiore controllo della pandemia, è quello che crediamo possa performare meglio, ma siamo positivi anche su tutti i titoli che sono legati al contesto di ripresa economica.

 

Massimiliano Maxia, Allianz

Sul versante dei titoli di Stato italiani, molti esperti ritengono che ci sia spazio per un’ulteriore compressione dello spread? Siete d’accordo con questa view? Su quali scadenze e tipologie di titoli di Stato italiani ritenete opportuno focalizzare l’attenzione?

Anche per i titoli di Stato italiani valgono le considerazioni positive a proposito dell’arrivo di Draghi. Relativamente allo spread, il nostro primo target rimane l’area 80 basis points, per poi eventualmente andare a testare e chiudere il gap esistente tra il nostro spread con il Bund e quello spagnolo e portoghese, sebbene ciò sia più difficile nel breve termine.

Il mercato dei BTP è infatti uno dei più liquidi e l’uso di strumenti di investimento su di esso quali futures e opzioni lo rendono meno direzionale rispetto a mercati meno liquidi come appunto quello spagnolo.

Con Draghi, crediamo che il buon andamento delle aste continuerà, lo confermano i risultati di tutte le aste di queste ultime settimane.

In un’ottica di ricerca del rendimento, le scadenze medio-lunghe sono quelle che preferiamo in quanto i loro rendimenti restano interessanti se confrontati con quanto offerto dagli altri mercati dell’area euro.

Siamo positivi anche sui titoli inflation-linked italiani, come strategia di diversificazione all’interno di un portafoglio obbligazionario complessivo.