Intervista a Filippo Napoletano, Responsabile Gestione Fondi Obbligazionari di Finint Investments SGR

Quali asset class ritenete sia opportuno detenere in portafoglio per proteggersi al meglio dal potenziale arrivo di una fase caratterizzata da rialzi dell’inflazione?

In una fase caratterizzata dal rischio di un aumento dell’inflazione è solitamente consigliato procedere con una rotazione del portafoglio dai treasury, bond IG e azioni tech verso asset legati all’economia reale quali small cap, azioni value, financials, commodities e titoli obbligazionari inflation-linked.
Per quel che riguarda il settore obbligazionario va posta particolare attenzione alla duration dato che, in un contesto di rendimenti molto bassi, anche un leggero aumento dei tassi può avere effetti dirompenti sui rendimenti total return.
I rendimenti total return YTD sono infatti già passati negativi per i titoli sovrani (-2.58%), IG US (-4.69%), IG EU (-0.92%). Mentre rimangono positivi per i titoli HY europei (+1.35%).
Il risveglio delle aspettative inflazionistiche ha causato un rapido aumento della curva dei titoli di Stato. Il decennale US si è stabilizzato in area +1.7%, mentre il Bund in area -0.3%. Nonostante questo movimento rimaniamo positivi sul settore del credito.
L’inflazione è in aumento principalmente per cause temporanee. Non ci sono al momento problematiche legate ad aumenti salariali. In questo contesto un aumento dell’inflazione è positivo per il mercato del credito e per gli spread. L’economia è vista in miglioramento. E questo avrà effetti positivi sui profitti delle aziende che saranno più facilmente in grado di servire il proprio debito.
Nel settore del credito guardiamo con favore il settore dei coco bond e i titoli HY dei settori ciclici.
Credete che l’eventuale rialzo dell’inflazione sia solo temporaneo o rappresenterà la nuova normalità in una fase post-pandemia permeata da tassi crescita dei Pil in accelerazione e necessità di gestire debiti pubblici molto elevati?
Al momento riteniamo il rialzo dell’inflazione solo temporaneo. L’inflazione si stabilirà su livelli più elevati rispetto al passato ma non si arriverà a scenari di iperinflazione. Le stime più attendibili parlano di un livello del 2% negli Stati Uniti per i prossimi due anni e dell’1.7% in Europa per il 2021 e dell’1.1% nel 2022.
I tassi a lunga saliranno ma meno dell’inflazione, con tassi reali che rimangono ancora negativi.

