Ambiente geoeconomico in transizione. Dall’inizio dell’anno, alcune delle principali convinzioni evidenziate nel nostro outlook si stanno concretizzando e alcuni trend hanno accelerato. Monica Defend (Head of Amundi Investment Institute) e Vincent Mortier (Group CIO Amundi)

Stiamo assistendo a un cambiamento di regime caratterizzato da una maggiore incertezza delle politiche e da una netta rottura dell’ordine internazionale — temi chiave emersi al World Economic Forum di Davos e confermati alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco.
I dazi restano uno strumento rilevante nella riorganizzazione del nuovo ordine. In questo contesto, la recente sentenza della Corte Suprema contro i dazi d’emergenza di Trump ha introdotto un ulteriore livello di incertezza nel panorama delle politiche.
Tutti questi sviluppi confermano che l’ambiente geoeconomico complessivo è in transizione. La menzione, da parte della Presidente Lagarde nel suo intervento, delle nuove linee di pronti contro termine (repo) della BCE per le banche centrali fuori dell’area dell’euro segnala come i decisori stiano considerando la crescente importanza della geoeconomia.
Stiamo chiaramente entrando in un equilibrio di mercato più complesso, in cui le politiche — inclusa la politica commerciale — la geopolitica e l’allocazione del capitale sono tanto determinanti quanto il ciclo economico stesso. Con la crescita che si è dimostrata più resiliente del previsto e la redditività aziendale ancora robusta, i mercati si sono mantenuti sostenuti. Tuttavia, sono in corso rotazioni significative tra paesi, settori e singoli titoli, man mano che il mercato si adegua al cambiamento di regime in atto.
In un mondo in rapido cambiamento, è il momento di rivedere le nostre principali convinzioni:
Convinzione1: Il ciclo prosegue: una transizione con un momentum migliore negli USA e in Europa, non una recessione.
Convinzione 2: Diversificare in un’era di disordine controllato per generare rendimenti a lungo termine.
Convinzione 3: Azioni: ragionare in ottica globale e guardare oltre la corsa del tech per ridurre i rischi di concentrazione.
Convinzione 4: le politiche fiscali e monetarie guideranno le opportunità di investimento.
Convinzione 5: Europa e mercati emergenti offrono opportunità di lungo termine
Sarà probabilmente fondamentale per gli investitori adottare un approccio diversificato e flessibile nel gestire questi cambiamenti e le conseguenti rotazioni.
Riteniamo che diversificazione e flessibilità continueranno a essere fondamentali per accrescere la resilienza dei portafogli e i rendimenti a lungo termine. L’ambiente macroeconomico appare sempre più resiliente, ma con dinamiche di transizione delle politiche in evoluzione e forti rotazioni di mercato che continueranno a influenzarne il comportamento. In questo contesto vediamo il perdurare di una fase di fine ciclo anche per quest’anno e, pertanto, manteniamo una posizione moderata a favore del rischio. Nell’ambito di tale posizione, prevediamo una rotazione verso settori dell’economia reale, come il comparto industriale, e una maggiore dispersione tra regioni e classi di attivo.
In secondo luogo, le elevate valutazioni dei risk asset limitano la nostra possibilità di aumentare l’esposizione al rischio. Tuttavia, le sole valutazioni difficilmente innescheranno una correzione significativa: i fattori scatenanti sarebbero invece più probabilmente una stretta della liquidità o un peggioramento delle condizioni di credito.

