Inflazione e aspettative: quando i prezzi aumentano bruscamente, le famiglie si adeguano rapidamente. Le loro aspettative, invece, no. L’analisi di DWS

Il meccanismo è semplice. I consumatori percepiscono rapidamente le variazioni dei prezzi di carburanti, riscaldamento e beni alimentari. Tuttavia, tali variazioni non vengono dimenticate con la stessa rapidità. In altri termini, le aspettative di inflazione si comportano meno come un interruttore e più come un livido: l’impatto è immediato, ma il recupero è lento.
Evidenze provenienti dagli Stati Uniti suggeriscono che l’effetto negativo dell’inflazione sulla fiducia dei consumatori si attenua solo progressivamente, e non in modo repentino.
Questo aspetto è particolarmente rilevante nel contesto attuale, poiché eventuali interruzioni delle rotte marittime nel Golfo non riguardano esclusivamente il petrolio. Tali disfunzioni incidono anche sui costi di trasporto e dei fertilizzanti, con possibili ripercussioni sui prezzi alimentari e, più in generale, sul costo della vita. Si aggiunge inoltre una dimensione regionale: in Europa e in Asia, la vulnerabilità si manifesta oggi tanto attraverso i prezzi di gas ed elettricità quanto attraverso quelli del greggio.
“Ciò che conta non è solo se i prezzi dell’energia torneranno a salire, ma per quanto tempo tale aumento resterà radicato nelle aspettative dei consumatori. Questo rende il compito delle banche centrali ancora più complesso”, osserva Ulrike Kastens, Senior Economist di DWS. I mercati possono reagire rapidamente e voltare pagina in tempi brevi. Le famiglie, generalmente, no. Questo pone le banche centrali in una posizione delicata: da un lato devono monitorare attentamente i potenziali effetti di secondo impatto, dall’altro devono evitare di reagire in modo eccessivo a shock esogeni sui quali non hanno controllo.

