Prevediamo un’accelerazione dell’economia globale nel 2026, che a nostro avviso favorirà gli asset ciclici e quelli più rischiosi. Paul Jackson, Global Head of Asset Allocation Research di Invesco

Sebbene l’economia globale non sia stata in recessione, riteniamo che qualsiasi accelerazione a partire da questo momento continuerà a favorire gli asset ciclici, anche se dubitiamo che si ripeteranno i rendimenti elevati e diffusi registrati nel 2025. Alla luce della Figura 6, riteniamo che l’economia globale si trovi nella fase intermedia dell’espansione.
La nostra analisi dei rendimenti storici degli asset suggerisce che gli asset ciclici sono tipicamente favoriti in questa fase del ciclo. Ciò include asset quali le materie prime industriali (energia e metalli di base), le azioni, gli asset dei mercati emergenti (EM), i REIT e il credito high yield (HY). Naturalmente, molte buone notizie potrebbero essere già scontate nel prezzo di alcuni di questi asset, argomento che sarà trattato nelle sezioni successive dedicate all’analisi delle valutazioni.
Le diverse economie possono trovarsi in fasi diverse dei loro cicli economici, il che complica la scelta degli asset tra le varie regioni. Ad esempio, l’economia tedesca ha attraversato una recessione di lieve entità negli ultimi anni, pertanto qualsiasi accelerazione risulterà più simile alla fase iniziale di espansione del ciclo. In quella fase del ciclo, i segmenti del mercato azionario che hanno tendenzialmente sovraperformato sono stati i titoli ciclici precoci, quelli di grandi dimensioni e quelli value.
Prospettive e preferenze sugli asset a livello globale
continuiamo a privilegiare gli asset ciclici quali le materie prime industriali, il settore immobiliare e le azioni non statunitensi (riteniamo infatti che il mercato statunitense sia meno ciclico rispetto ad altri). Nell’ambito degli asset a reddito fisso, la scelta è difficile: il segmento high yield (HY) è più ciclico, ma gli spread sono insolitamente ridotti, mentre prevediamo che le categorie di asset governativi e investment grade (IG) risentiranno dell’aumento dei rendimenti a lungo termine. Tra le diverse classi di attività, preferiamo quelle dei mercati emergenti e dell’Europa, due regioni che a nostro avviso presentano una maggiore ciclicità.
Rischi
Chiaramente, il rischio maggiore per questo posizionamento ciclico sarebbe una recessione e/o un inasprimento della politica monetaria da parte delle banche centrali, che potrebbe aumentare la probabilità di un simile esito. Se l’attuale interruzione delle forniture energetiche dovesse protrarsi per più di un mese, riteniamo che l’inflazione aumenterebbe e la crescita ne risentirebbe (la carenza di energia limiterebbe l’attività economica). Riteniamo che sarebbe difficile trovare asset in grado di registrare una performance positiva in un simile scenario, ad eccezione delle materie prime energetiche e dei titoli azionari legati alle risorse (e forse dell’oro).

