Azimut chiude i primi nove mesi del 2026 con ricavi per 1,2 miliardi di euro e un utile netto ricorrente in crescita del 4%. Il gruppo conferma gli obiettivi annuali: oltre 35 miliardi di raccolta netta e 550 milioni di utile netto, al netto delle componenti straordinarie.

Azimut archivia i primi nove mesi del 2026 con un utile netto ricorrente di 382 milioni di euro, in crescita del 4% su base annua, sostenuto dall’incremento dei ricavi ricorrenti e dal contributo delle attività internazionali. Il gruppo guidato da Giorgio Medda conferma inoltre la guidance per l’intero esercizio, puntando a una raccolta netta superiore a 35 miliardi di euro e a un utile netto di 550 milioni, al netto delle componenti straordinarie.

Il Consiglio di amministrazione di Azimut Holding ha approvato il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2026, evidenziando la tenuta del modello di business e il contributo della diversificazione geografica.

Azimut, ricavi a 1,2 miliardi e utile operativo a 529 milioni

Nei primi nove mesi del 2026, i ricavi complessivi di Azimut hanno raggiunto 1,2 miliardi di euro, con una crescita del 15% dei ricavi ricorrenti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Le commissioni ricorrenti sono aumentate del 17%, grazie al contributo dei principali mercati in cui opera il gruppo, in particolare Italia, Stati Uniti, Singapore, Brasile e Turchia.

I costi operativi complessivi si sono attestati a 642 milioni di euro, riflettendo gli investimenti legati all’espansione internazionale e allo sviluppo commerciale.

L’utile operativo (EBIT) è stato pari a 529 milioni di euro, mentre l’EBIT ricorrente, al netto delle commissioni di performance, è cresciuto del 10% su base annua, raggiungendo 485 milioni.

L’utile netto complessivo si è attestato a 373 milioni di euro, mentre quello ricorrente ha raggiunto 382 milioni, con un incremento del 4%. Il 16% dell’utile netto è stato generato dalle attività estere.

Guidance Azimut 2026: confermati gli obiettivi di raccolta e utile

Alla luce dei risultati operativi e delle operazioni di crescita esterna, Azimut ha confermato la guidance per il 2026, che prevede:

  • Raccolta netta complessiva superiore a 35 miliardi di euro.
  • Utile netto di 550 milioni di euro, al netto delle componenti straordinarie.

Le previsioni sono formulate in condizioni normali di mercato. Il raggiungimento dell’obiettivo di raccolta è inoltre subordinato al perfezionamento dell’acquisizione di Yapı Kredi Portföy Yönetimi entro la fine del 2026.

L’operazione rappresenta un passaggio importante nella strategia di espansione internazionale del gruppo, delineata nel piano industriale Elevate 2030.

Raccolta netta a 10,9 miliardi da inizio anno, masse a 159 miliardi

Sul fronte commerciale, Azimut ha registrato una raccolta netta di 32 milioni di euro a ottobre 2026, in un contesto caratterizzato da elevata volatilità sui mercati internazionali.

Nel mese, la raccolta destinata alle soluzioni gestite è stata pari a 306 milioni di euro.

Dall’inizio dell’anno, la raccolta netta complessiva ha raggiunto 10,9 miliardi di euro, di cui 5,3 miliardi, pari al 49%, provenienti dalle attività internazionali.

Le masse totali del gruppo hanno raggiunto 159 miliardi di euro a fine ottobre 2026, registrando una crescita del 13% rispetto all’inizio dell’anno.

Espansione internazionale: focus su Turchia e Stati Uniti

La crescita internazionale continua a rappresentare uno dei pilastri della strategia di Azimut.

In Turchia, l’acquisizione di Yapı Kredi Portföy dovrebbe portare il business globale a rappresentare circa il 50% delle masse core complessive e il 30% degli utili attesi, secondo le indicazioni del management.

Negli Stati Uniti, il gruppo ha rafforzato la propria presenza acquisendo il controllo del 100% di Kennedy Capital Management e facendo ingresso nel segmento direct-to-consumer attraverso Beanstox, applicazione di consulenza automatizzata.

Le iniziative rientrano nel piano Elevate 2030, che punta a rafforzare la diversificazione geografica, l’innovazione e la capacità di generare valore nel lungo periodo.

Operazione TNB: aggiornamenti sul procedimento autorizzativo

Azimut ha fornito anche un aggiornamento relativo alla transazione TNB.

A seguito dell’accertamento ispettivo di follow-up condotto dalla Banca d’Italia su Azimut Capital Management SGR, la verifica si è conclusa con un esito «parzialmente favorevole».

Sono stati richiesti alcuni interventi correttivi in specifiche aree, da presentare entro la fine di novembre 2026.

Secondo quanto comunicato dal gruppo, l’attuazione del piano correttivo non impedisce a FSI di presentare alla Banca d’Italia l’istanza relativa al procedimento autorizzativo per TNB. Azimut confida che il deposito possa avvenire entro la scadenza del periodo di esclusiva.

Medda: «La piattaforma globale continua a generare crescita»

Commentando i risultati, Giorgio Medda, CEO del Gruppo Azimut, ha sottolineato la resilienza del modello operativo internazionale:

«I risultati dei primi nove mesi evidenziano il dinamismo resiliente della nostra piattaforma globale, capace di generare crescita anche in un contesto ad elevata volatilità».

Medda ha ribadito la fiducia nel raggiungimento degli obiettivi annuali, pur riconoscendo le difficoltà registrate a ottobre, quando le turbolenze in Brasile e Turchia e il rialzo dei tassi in Europa e negli Stati Uniti hanno penalizzato la raccolta.

Il manager ha inoltre richiamato le iniziative di espansione in Turchia e negli Stati Uniti, confermando l’impegno del gruppo nell’attuazione del piano Elevate 2030.

Giuliani conferma gli obiettivi 2026

Pietro Giuliani, presidente del Gruppo Azimut, ha sintetizzato così le prospettive per l’esercizio:

«Un bel tacer non fu mai detto: oltre 35 miliardi di euro di raccolta netta. 550 milioni di utile netto. Guidance 2026 confermata».

Buyback e dividendi: Azimut accelera sulla remunerazione degli azionisti

Alessandro Zambotti, CEO e CFO del Gruppo Azimut, ha evidenziato il contributo della crescita degli utili ricorrenti e della disciplina finanziaria.

«I 382 milioni di euro di utile netto ricorrente, trainati dal +15% dei ricavi ricorrenti, testimoniano la nostra costante capacità di esecuzione e la scalabilità del modello di business in qualsiasi contesto di mercato».

Sul fronte della remunerazione degli azionisti, Azimut ha completato in tre mesi la prima tranche da 250 milioni di euro del piano di buyback.

Considerando anche gli oltre 280 milioni di euro di dividendi distribuiti nel corso dell’anno, il gruppo ha già realizzato più del 40% del programma di remunerazione degli azionisti previsto dal piano Elevate 2030.

La generazione di cassa, secondo il management, continuerà a sostenere sia le opportunità di crescita strategica sia la distribuzione di valore agli azionisti.