Jian Shi Cortesi, Investment Director Azioni growth Asia/Cina di GAM
Nel 2025, l’opinione degli investitori nei confronti della Cina ha subito un profondo e drammatico cambiamento. Solo un anno prima, le domande principali vertevano sul fatto che la Cina fosse ancora un Paese in cui investire, alle prese con preoccupazioni relative alla crisi immobiliare, alle misure restrittive delle autorità di regolamentazione e alle sfide demografiche. Nel 2025, tali timori sono in gran parte svaniti, sostituiti da una forte ripresa del mercato.

L’indice MSCI China è cresciuto di oltre il 30% nel 2025, posizionando la Cina, insieme alla Corea, tra i mercati azionari con le migliori performance al mondo. Questo aumento ha smentito le previsioni di inizio anno che indicavano un possibile deragliamento economico a causa di un potenziale rinnovo dei dazi statunitensi, dimostrando resilienza nei confronti delle turbolenze geopolitiche e attirando una crescente attenzione da parte degli investitori per il 2026.
Il rialzo registrato finora può essere attribuito a due fattori principali: l’estrema sottovalutazione e il deciso sostegno politico.
All’inizio del 2025, i titoli azionari cinesi sono stati scambiati a livelli storicamente bassi, offrendo punti di ingresso molto interessanti. Contemporaneamente, la Cina ha adottato misure di stimolo energiche, un allentamento monetario e misure fiscali mirate per affrontare direttamente la triade costituita dalla debole fiducia dei consumatori, dalle tensioni nel settore immobiliare e dall’incertezza commerciale.
Questa combinazione di un punto di partenza conveniente e di politiche proattive ha creato una situazione interessante, soprattutto considerando che il posizionamento degli investitori globali nella regione è rimasto modesto, lasciando un margine significativo per un ulteriore rimpegno.
Una considerazione fondamentale emersa nell’ultimo anno è che i dazi, pur facendo notizia e causando volatilità a breve termine, hanno raramente influito sugli utili core di molte società privilegiate. I veri motori della performance sono la politica interna e i cambiamenti economici strutturali.
Mentre la produzione di fascia bassa si sta spostando verso il Sud-Est asiatico, la Cina, insieme alla Corea e a Taiwan, sta avanzando verso la tecnologia di fascia alta e la produzione avanzata. Questa evoluzione ha implicazioni cruciali per la selezione dei titoli. In particolare, la dipendenza della Cina dalle esportazioni statunitensi è diminuita drasticamente dall’inizio della guerra commerciale e molte aziende, dalle agenzie di viaggio nazionali ai leader nel settore dei veicoli elettrici come BYD, operano con un’esposizione minima o nulla agli Stati Uniti. In alcuni casi, come quello dei semiconduttori, le restrizioni statunitensi hanno persino accelerato la produzione locale, creando nuove opportunità di investimento.
Il cambiamento di sentiment è chiaramente illustrato dai rialzi “a hockey stick” e dal re-rating di titoli come Foxconn Industrial Internet e Alibaba, quest’ultimo beneficiando del rinnovato riconoscimento della sua attività cloud come fattore chiave per l’intelligenza artificiale. Questi movimenti sottolineano che, sebbene una tesi di investimento corretta possa richiedere pazienza, il riconoscimento finale da parte del mercato può essere rapido e drammatico.
Guardando al futuro, prevediamo che nel 2026 la politica generale della Cina continuerà a sostenere la crescita economica, nonostante il perdurare dell’incertezza commerciale. I responsabili politici cercheranno probabilmente di bilanciare gli stimoli mirati all’innovazione e ai consumi con la stabilità generale, affrontando sia le sfide interne che un contesto globale complesso per ottenere un’espansione moderata e sostenibile.
La politica cinese dovrebbe porre l’accento sullo sviluppo di alta qualità, l’autosufficienza tecnologica e l’ammodernamento industriale. Guidate dal quadro generale del 15° piano quinquennale, le priorità includeranno probabilmente il rafforzamento del mercato interno (“doppia circolazione”), il progresso di settori strategici come l’energia verde e la produzione avanzata e la gestione dei rischi sistemici.
In questo contesto, prevediamo che l’intelligenza artificiale rimarrà un catalizzatore centrale per il mercato azionario cinese. Riteniamo che la nazione sia pronta, insieme agli Stati Uniti, a diventare uno dei principali leader nella corsa all’intelligenza artificiale e alla tecnologia del prossimo decennio. Tuttavia, a differenza degli Stati Uniti, queste opportunità di trasformazione all’interno della Cina rimangono sottovalutate e poco sfruttate dagli investitori globali, creando un momento distintivo e opportuno per gli investimenti mentre la narrativa continua ad evolversi.
Il nostro fondo è strategicamente posizionato per beneficiare direttamente di questi temi convergenti. Il nostro portafoglio mantiene un’esposizione significativa nei pilastri strutturali chiave destinati a guidare la crescita: produttori di apparecchiature per semiconduttori che traggono vantaggio dalla spinta pluriennale all’autosufficienza; abilitatori dell’intelligenza artificiale nel cloud computing e nella guida autonoma; leader nel consumo basato sull’esperienza; e innovatori negli ecosistemi fintech e delle energie rinnovabili.
Abbiamo costruito queste posizioni durante un periodo di sottovalutazione e riteniamo che la combinazione di fondamentali convincenti, un forte sostegno politico e un persistente divario di sentiment fornisca una solida base per una performance sostenuta. Mentre il mercato continua a riconoscere e a scontare la traiettoria di innovazione della Cina, riteniamo che la nostra esposizione mirata a questi temi a lungo termine e di forte convinzione posizioni il fondo in modo ottimale per cogliere la prossima fase di crescita.

