I commenti in previsione del meeting della Banca Centrale europea

Sylvain Broyer, Chief Economist EMEA di S&P Global Ratings, commenta:
“È improbabile che la BCE mostri la stessa pazienza adottata durante il precedente shock inflazionistico. Questa volta non c’è un margine di inflazione sotto il target su cui fare affidamento: l’inflazione core è già al di sopra dell’obiettivo proprio mentre si manifesta il nuovo shock. Inoltre, la BCE deve dimostrare che la sua strategia aggiornata, che promette maggiore flessibilità e una risposta più rapida agli shock dal lato dell’offerta, non è solo retorica. In questo contesto, ci aspettiamo un aumento dei tassi a giugno.

L’obiettivo non sarebbe quello di comprimere la domanda – che non appare surriscaldata e ha un’influenza limitata sui prezzi del petrolio – ma di inviare un segnale chiaro per ancorare le aspettative di inflazione, che hanno già reagito in modo significativo all’aumento dei prezzi energetici. Una posizione più restrittiva potrebbe inoltre contribuire a contenere il deprezzamento dell’euro, che altrimenti amplificherebbe l’impatto di uno shock sui prezzi delle materie prime in un’economia dipendente dalle importazioni.
Gary Smith, Head of EMEA Client Portfolio Manager Fixed Income di Columbia Threadneedle Investments, aggiunge:

Il conflitto in Medio Oriente ha aggiunto un ulteriore livello di complessità alle prospettive di politica monetaria della BCE. Nell’ultima riunione, il quadro inflazionistico risultava complessivamente in linea con l’obiettivo, mentre l’economia mostrava una resilienza sufficiente ed era attesa beneficiare ulteriormente dell’espansione della spesa fiscale nella regione, in particolare in Germania.
Oggi, tuttavia, la BCE si trova ad affrontare uno shock energetico che eserciterà pressioni al rialzo sull’inflazione e al ribasso sulla crescita. Di conseguenza, ci aspettiamo che nella riunione di questa settimana la BCE mantenga i tassi invariati al 2% e ribadisca un approccio dipendente dai dati, valutato riunione per riunione.
Con la pubblicazione delle nuove proiezioni macroeconomiche, l’istituto dovrà riconoscere l’aumento dell’incertezza e mantenere aperte tutte le opzioni. La conferenza stampa sarà dominata dal tema del conflitto e dalle possibili reazioni della BCE a un eventuale shock energetico persistente. Restano tuttavia altri elementi rilevanti, tra cui le incertezze legate alle recenti evoluzioni della politica commerciale statunitense e al futuro cambio di leadership all’interno della BCE.
La BCE si fonda su un principio chiave: “guardare oltre” gli shock esterni sull’offerta energetica, nella convinzione che gli effetti di primo impatto siano generalmente transitori. L’attenzione dell’istituto si concentra quindi sul rischio di effetti di secondo impatto indesiderati, come un aumento delle aspettative di inflazione nel medio termine che potrebbe alimentare una crescita salariale più sostenuta e rendere l’inflazione più persistente — scenario che richiederebbe una risposta restrittiva di politica monetaria. Il Vicepresidente della BCE, Luis de Guindos, ha richiamato questa dinamica già la scorsa settimana e, nel corso del mese, tutti gli esponenti dell’istituto hanno indicato la durata del conflitto come principale variabile di riferimento per le decisioni di politica monetaria.
Considerato che la BCE ha già compiuto progressi significativi portando il tasso sui depositi verso il livello ritenuto neutrale del 2%, il bilanciamento dei rischi suggerisce che il prossimo intervento potrebbe essere un rialzo dei tassi piuttosto che un ulteriore taglio, anche se la tempistica rimane altamente incerta.

Secondo Konstantin Veit, Portfolio Manager di PIMCO, oggi la BCE manterrà il tasso sui depositi al 2% per la sesta riunione consecutiva.
Le nuove proiezioni formulate dagli esperti della BCE dovrebbero mostrare un overshoot a breve termine dell’inflazione, determinato dall’aumento dei prezzi dell’energia, prima che l’inflazione torni al 2% il prossimo anno.
Ci aspettiamo che la BCE sottolineerà l’accresciuta incertezza geopolitica e mostrerà un tono più hawkish anziché modificare immediatamente la propria politica monetaria.
L’inflazione headline raggiungerà un picco intorno al 3% quest’anno, con l’energia che contribuirà per circa 1 punto percentuale. Riteniamo che le aspettative di inflazione saranno oggetto di particolare attenzione. Sebbene gli indicatori basati sul mercato rimangano contenuti, le aspettative dei consumatori sembrano più vulnerabili.
Qualora la BCE decidesse di inasprire la politica monetaria nel corso dell’anno, non prevediamo rialzi oltre a quelli già scontati dai mercati. Le previsioni di crescita saranno probabilmente riviste leggermente al ribasso, riflettendo un aumento dei rischi al ribasso nonostante la recente tenuta.

