I commenti di DWS e Pimco in vista del meeting della Banca Centrale Europea

BCE

Ulrike Kastens, Senior Economist, DWS, ha commentato: “Dopo che nelle scorse settimane i partecipanti di mercato avevano iniziato a prezzare un primo rialzo dei tassi da parte della BCE già ad aprile, tali aspettative si sono ora sensibilmente ridimensionate. Continuiamo a prevedere che, nella riunione di questo giovedì, non vi saranno modifiche ai tassi di interesse di riferimento. Attualmente, infatti, i dati disponibili sono ancora troppo limitati e poco consolidati per consentire una valutazione adeguata dei rischi di un aumento dell’inflazione nel medio termine.

Ulrike Kastens

La Presidente della BCE, Christine Lagarde, con ogni probabilità manterrà quindi un atteggiamento prudente nel corso della conferenza stampa, evitando di fornire indicazioni puntuali sull’evoluzione futura dei tassi e rimandando piuttosto alle nuove proiezioni su crescita e inflazione che saranno pubblicate in occasione della riunione di giugno. In un contesto caratterizzato da un elevato livello di incertezza geopolitica, è verosimile che l’approccio della BCE resti guidato dai dati, con decisioni assunte di volta in volta, riunione per riunione.

Come in precedenza, l’evoluzione dipenderà dalla durata dello shock sui prezzi dell’energia e dal rischio di effetti di secondo impatto. È necessario mantenere un atteggiamento vigile, poiché l’esperienza recente suggerisce che le imprese sono sempre più propense a trasferire sui consumatori l’aumento dei costi. Questo elemento accresce il rischio di un rialzo dei tassi di interesse, ma non riteniamo che la BCE adotterà un approccio affrettato.”

Konstantin Veit, Portfolio Manager di PIMCO, aggiunge: “Prevediamo che la BCE mantenga i tassi invariati nella riunione di aprile, con il Consiglio direttivo che manterrà un atteggiamento di vigilanza in un contesto caratterizzato da un livello di incertezza eccezionalmente elevato. Considerato l’elevato livello dei rischi sia per la crescita che per l’inflazione, è probabile che i policymaker ritengano opportuno attendere la prossima serie di proiezioni degli esperti della BCE, prevista per giugno, prima di apportare eventuali modifiche alla politica monetaria.

Konstantin Veit

L’aumento recente dei prezzi dell’energia ha spinto al rialzo l’inflazione headline, ma le pressioni inflazionistiche sottostanti restano nel complesso coerenti con l’obiettivo di medio termine della BCE, mentre la dinamica salariale mostra i primi segnali di moderazione. Tuttavia, rispetto al periodo precedente al 2022, la soglia per cui la BCE possa permettersi di “guardare oltre” una fase di inflazione superiore al target appare più elevata, riflettendo condizioni iniziali più tese e un approccio più prudente e data-dependent, che attribuisce un peso minore ai soli modelli macroeconomici.

In questa fase, continuiamo ad aspettarci un atteggiamento di vigilanza anziché interventi concreti. Qualora la BCE dovesse reagire ai rischi inflazionistici, riteniamo che qualsiasi mossa sarebbe misurata e non aggressiva, e che sia improbabile che si verifichino più di due aumenti dei tassi. Un simile aggiustamento avrebbe principalmente l’obiettivo di ancorare le aspettative di inflazione, piuttosto che rispondere meccanicamente alla volatilità di breve periodo, soprattutto in un contesto in cui lo slancio della crescita continua a indebolirsi.”