I commenti post meeting della Banca Centrale Europea a cura degli esperti di Pimco, Columbia Threadneedle e abrdn
Konstantin Veit, portfolio manager di PIMCO
- La BCE è attualmente in modalità pilota automatico per quanto riguarda i tassi di interesse. Anche se l’istituto di Francoforte potrebbe aumentare ulteriormente i tassi di interesse, l’attenzione si è spostata sulla probabile durata del picco dei tassi.
- Riteniamo che i rischi rimangano orientati verso tagli dei tassi un po’ più tardivi rispetto alle attuali aspettative del mercato.
- Riteniamo che per una piena normalizzazione dell’inflazione verso l’obiettivo del 2% siano necessari un ulteriore raffreddamento dell’economia e una certa debolezza del mercato del lavoro.
- Sebbene il contesto di mercato non sia stato favorevole a una decisione sui reinvestimenti del programma di acquisto per l’emergenza pandemia (PEPP) oggi, prevediamo che la BCE punti a un taglio anticipato.
- Non prevediamo che la BCE escluda categoricamente la vendita delle esposizioni obbligazionarie, ma ci aspettiamo che continui a concentrarsi su una graduale e ordinata riduzione passiva dei reinvestimenti.
Alexander Batten, Fixed Income Portfolio Manager di Columbia Threadneedle Investments
La BCE ha mantenuto i tassi fermi oggi, una decisione che era stata ben annunciata dai membri del comitato della Banca Centrale europea e pienamente prezzata dai mercati. Tuttavia, la porta rimane aperta a ulteriori possibili rialzi, data la crescente evidenza e fiducia della BCE nella trasmissione della politica monetaria all’attività economica. Ma riteniamo improbabile che sarà necessario attivare questa opzione.
Prima della riunione di oggi si era ipotizzata una possibile anticipazione della data di fine dei reinvestimenti dei rimborsi dal programma PEPP, attualmente previsti fino alla fine del 2024. Il Consiglio direttivo non ha discusso di questo, in quanto il recente inasprimento delle condizioni finanziarie, dovuto alle curve più strette e agli spread più ampi della periferia, avrebbe ridotto la necessità di adottare ulteriori inasprimenti monetari.
La fine dei cicli di inasprimento della politica monetaria è solitamente positiva per le obbligazioni. Per questo motivo, i nostri fondi sono posizionati lunghi in termini di duration, in linea con la nostra ipotesi che i tassi di policy abbiano probabilmente raggiunto un picco, anche se di dimensioni modeste date le incertezze legate a quello che è stato un ciclo economico unico. Siamo più fiduciosi sul fatto che la curva dei rendimenti dovrebbe continuare a riprendersi, sia per il peso dell’offerta di titoli di Stato sia per l’inizio di un ciclo di allentamento delle politiche monetarie previsto per il prossimo anno.
Luke Bartholomew, senior economist di abrdn
“Il meeting BCE non ha riservato alcuna sorpresa: i tassi di interesse sono rimasti invariati, come previsto. Si è ipotizzato che la BCE possa modificare la sua politica di bilancio o il modo in cui tratta le decisioni delle banche commerciali, ma non ci sono stati cambiamenti. Tuttavia, non escludiamo sviluppi futuri in questo settore, soprattutto se le perdite dell’Eurosistema continueranno ad aumentare.
Ci aspettiamo che anche la Bank of England e la Federal Reserve degli Stati Uniti mantengano i tassi fermi nelle prossime settimane, dato che le banche centrali dei mercati sviluppati sono tutte giunte alla fine dei loro cicli di rialzo.
Sebbene la BCE voglia mantenere aperta la possibilità di un ulteriore rialzo dei tassi di interesse, riteniamo che la prossima mossa dei tassi sia molto più probabile al ribasso che al rialzo. I dati sull’attività dell’Eurozona indicano condizioni di recessione. Tuttavia, l’incertezza geopolitica potrebbe causare un’impennata dei prezzi dell’energia e quindi rallentare il percorso di ritorno dell’inflazione verso l’obiettivo. A nostro avviso sarebbe necessario uno shock inflazionistico molto forte per indurre la BCE a un ulteriore inasprimento”.

